Medio Oriente: criminale ipocrisia iraniana sulla violenza sulle donne

Parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’ambasciatore iraniano denuncia la violenza sulle donne in Medio Oriente “dimenticando” che proprio il regime che rappresenta è tra quelli che hanno fatto della violenza sulle donne una linea politica

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Cosa succede se parlando del ruolo delle donne nella costruzione della pace in Medio Oriente l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite denuncia e chiede di condannare quello che il suo regime fa da decenni?

E’ strano, davvero strano, sentire l’ambasciatore iraniano all’Onu, Gholam Ali Khoshroo, affermare che le violenze sulle donne in Medio Oriente testimoniano il crollo delle speranze per un futuro migliore. E’ strano non per una affermazione che sarebbe anche logica ma perché a pronunciarla è il rappresentante di un regime che da decenni, cioè da quando ha preso il potere, ha fatto della discriminazione verso le donne una vera e propria linea di governo, un regime che ancora attualmente detiene centinaia di donne che durante la cosiddetta “primavera verde” avevano provato a ribellarsi a questo stato di cose.

Ieri l’ambasciatore di Teheran all’Onu si è rivolto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu con una dichiarazione che ha voluto «salutare il ruolo della donna nella sostenibilità della pace e della sicurezza in varie parti del mondo» condannando nel contempo le violenze perpetrate da Daesh proprio contro le donne in Medio Oriente. Peccato che le violenze di cui parla Gholam Ali Khoshroo sono le stesse che le donne iraniane sono costrette a subire da quando è salito al potere il regime degli Ayatollah, le stesse che possiamo vedere in buona parte del mondo islamico.

Il video che potete vedere sotto è stato registrato poco dopo la fine delle rivolte iraniane iniziate dopo le elezioni presidenziali del 2009 quando il cosiddetto “movimento verde” protestò contro la rielezione truccata di Mahmoud Ahmadinejad. La ricostruzione fatta in studio mostra con plastica chiarezza quello che avviene nelle carceri iraniane anche oggi e come le donne vengono trattate in Iran quando provano ad opporsi alle costrizione alle quali sono sottoposte.

Ora, che un diplomatico iraniano vada alle Nazioni Unite a fare la morale sul ruolo della donna nella costruzione della pace e denunci le violenze sulle donne in Medio Oriente quando il regime che rappresenta è uno dei più attivi proprio nel perpetrare quelle stesse violenze che vengono denunciate suona parecchio come una presa in giro.

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