Medio Oriente: ma davvero la priorità è la questione israelo-palestinese?

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Quando si parla di Medio Oriente la prima cosa che viene in mente non è la guerra in Siria e in Iraq, le stragi del ISIS, la drammatica situazione nel Sinai egiziano o i rischi che corre la Giordania. No, la prima cosa che viene in mente è la questione israelo-palestinese.

Non succede solo nelle menti di coloro che guardano al Medio Oriente con occhio distratto ma anche tra coloro che la situazione la vivono a vario titolo anche direttamente. Analisti ed esperti (o supposti tali) sono così concentrati sulla questione israelo-palestinese da non vedere tutto quello di ben più grave che succede intorno.

L’esempio più eclatante di questa assurda miopia è stato il vertice della Lega Araba che si è tenuto nei giorni scorsi in Giordania. Con tutto quello che succede nel mondo arabo, dallo Yemen alla Siria passando per i conflitti in Libia e in Egitto e senza dimenticare né il pericolo iraniano né la gravissima crisi di crescita che stanno attraversando i paesi della Lega Araba, i leader arabi si sono concentrati unicamente sulla annosa questione israelo-palestinese.

Diciamolo, non è normale. Negli ultimi tempi si erano fatti importanti passi avanti in tal senso e la vicenda palestinese era stata giustamente messa in secondo piano rispetto agli altri ben più seri problemi del Medio Oriente. E’ bastato l’annuncio del via libera a nuovi insediamenti israeliani in Giudea e Samaria a scatenare nei leader arabi il ritorno dei più bassi istinti anti-israeliani.

E così il vertice della Lega Araba che doveva affrontare i rischi imminenti che corrono i Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa si è trasformato nell’ennesima farsa ricca di attacchi alla democrazia israeliana e di richieste impossibili a Israele, cioè il ritorno ai confini del 67, Gerusalemme Est lasciata ai palestinesi e il solito ritorno dei finti profughi palestinesi che, dopo averli creati dal nulla, nessun Paese arabo si vuole tenere.

Il problema dell’espansionismo iraniano in Siria e in Yemen? Messo da parte. La gravissima situazione nel Sinai egiziano dove ISIS si sta rafforzando giorno dopo giorno? Messo da parte anche quello. La gravissima situazione in Libia? Sciocchezze da mettere in secondo piano rispetto alla costruzione di poche casette per gli israeliani sfrattati da Amona. E’ il teatrino dell’assurdo.

Nei prossimi giorni alla Casa Bianca si succederanno le visite di diversi leader arabi che parleranno con Trump dei problemi che affliggono il Medio Oriente e spero vivamente che parlino di problemi veri e non delle colonie israeliane o delle richieste impossibili da inoltrare a Israele. Spero che parlino di Iran e ISIS, di lotta al terrorismo islamico e di come fare a risollevare le economie arabe, non di sciocchezze quali la futura Palestina.

Se così non dovesse essere allora ISIS, Iran e compagnia bella hanno già vinto. Non hanno bisogno di fare tante guerre, il mondo arabo si autodistruggerà da solo.

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