Medio Oriente, ecco i frutti della politica di Obama: è corsa al riarmo

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18 miliardi di dollari in più solo nel 2015. A questo ammonta la cifra stanziata per l’acquisto di armi di nuovissima generazione dai Paesi arabi del Golfo e da Israele per l’anno corrente, cifra che fa a gonfiare il budget già stanziato per l’anno corrente dai Paesi che fanno parte del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) e da Israele dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato un accordo con l’Iran sul programma nucleare di Teheran.

«I nostri alleati in Medio Oriente non devono preoccuparsi» ha detto la scorsa settimana il segretario alla Difesa, Ashton Carter, durante un convegno di esperti sul Medio Oriente, «se l’Iran dovesse attaccarli gli Stati Uniti si faranno carico della loro difesa» lanciando poi l’idea di fare dei Paesi arabi del Golfo una sorta di alleati privilegiati della NATO.

Ora, a parte che non si è mai vista una idiozia simile da parte di un Segretario alla Difesa americano perché una grande potenza le guerre cerca di evitarle, non le promuove, ma anche considerato come l’Amministrazione si è mossa nei confronti dell’Iran, quale peso bisognerebbe dare alle promesse degli Stati Uniti? Quando ad Ashton Carter è stata formulata una domanda simile il Segretario alla Difesa americano ha detto candidamente che «gli Stati Uniti forniranno agli alleati i mezzi per difendersi», frase che tradotta in soldoni significa una entrata extra per l’industria bellica americana di 18 miliardi di dollari solo nel 2015 e probabilmente entrate decisamente maggiori nei prossimi anni.

I piano esposto da Ashton Carter agli esperti di Medio Oriente riuniti a Washington è drammaticamente semplice: rendere i Paesi del CCG alleati della NATO (non membri) fatto questo che permetterebbe, come è successo per Israele, di rimuovere gli ostacoli alla vendita di armi avanzate come per esempio gli F-35, elicotteri da combattimento, sistemi missilistici avanzati, ecc. ecc. con un guadagno per l’industria bellica americana di parecchi miliardi di dollari. A noi sembra più un operazione commerciale piuttosto che un piano per difendere gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente dall’espansionismo iraniano. Insomma, ci sembra che si voglia spacciare una operazione commerciale per un politica difensiva e di contrasto all’espansionismo iraniano in Medio Oriente. Per di più, come detto prima, non si parla di evitare uno scontro ciclopico tra Paesi sunniti e Iran, ma semplicemente si armano gli arabi per poter combattere questa guerra.

Onestamente abbiamo finito i vocaboli per definire la politica di Obama in Medio Oriente, non ne troviamo davvero più. Il Presidente americano vive perennemente di menzogne e invece di fare il possibile per calmare le tensioni le fomenta con decisioni che definire discutibili è puro eufemismo. E gli unici a godere di questa assurda politica di Obama sono le industrie belliche, e non solo quelle americane.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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