Medio Oriente inondato di armi russe e cinesi. Obama tace

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Putin-ObamaCome si sa le guerre sono prima di tutto un business miliardario e di certo il Medio Oriente rappresenta la culla di tute le guerre. Se a questo aggiungiamo l’inezia di un Presidente americano, Barack Obama, che ha tradito gli alleati storici e ha lasciato campo libero a russi e cinesi, il quadro già a tinte fosche si fa decisamente allarmante.

A capitalizzare maggiormente l’inezia politica di Obama è stato il Presidente russo, Vladimir Putin, che in pochi mesi ha sostituito gli Stati Uniti nella fornitura di armi all’esercito egiziano, ha inondato di nuove armi la Siria fornendo appoggio ad Assad, attraverso società fantasma ha aggirato le sanzioni all’Iran fornendo tecnologia militare e pezzi di ricambio agli Ayatollah e ai terroristi libanesi di Hezbollah.

Non da meno sono stati i cinesi che stanno fornendo intere navi di armi, anche tecnologicamente avanzate, all’Arabia Saudita che quasi automaticamente le gira ai ribelli in Siria. Desta particolare preoccupazione l’annuncio saudita di un paio di giorni fa nel quale si diceva che l’Arabia Saudita fornirà missili antiaerei portatili di fabbricazione cinese ai ribelli siriani, il che vuol dire fornire armi altamente letali ad Al Qaeda.

E’ quella prevedibile escalation figlia della orribile politica americana che noi denunciamo da molti mesi e che ora appare in tutta la sua pericolosità, una escalation che come primo risultato ha portato al fallimento delle trattative di pace sulla Siria svoltesi a Ginevra e che porterà quasi sicuramente ad un aggravarsi della crisi siriana con il flusso di armi che invece di diminuire o addirittura fermarsi, aumenterà raggiungendo picchi impensabili fino a pochi mesi fa.

E’ il risultato dell’immobilità americana e delle ridicole minacce di intervento militare in Siria, minacce mai messe in atto che hanno portato al fallimento della conferenza di Ginevra, un fallimento che ricade totalmente sulle spalle di Obama e del suo Segretario di Stato, John Kerry.

Sarah F.

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