Medio Oriente: la retorica islamica e il “complotto” arabo-israeliano

La collaudata macchina della retorica islamica si è messa in moto ai massimi livelli nel tentativo di demonizzare qualsiasi avvicinamento tra Israele e Arabia Saudita e di elevare l’Iran, i gruppi terroristi ad essa collegati e la Fratellanza Musulmana, al ruolo di salvatori dell’Islam

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Medio Oriente, analisi (Rights Reporter) – Ho appena finito di leggere la bozza di una interessante quanto stravagante analisi sulla situazione politica in Arabia Saudita scritta dalla dott.ssa Tamara Kharroub, analista e assistente del Direttore esecutivo dell’Arab Center Washington DC.

Nella sua analisi la dott.ssa Kharroub fa una ricostruzione molto precisa e alquanto critica degli ultimi avvenimenti che hanno riguardato il regno saudita in particolare dopo la designazione a futuro Re del Principe Mohammad bin Salman. Tutto molto bello e dettagliato almeno fino a quando non affronta il discorso della volontà (a detta sua) del principe Mohammad bin Salman e di Netanyahu di attaccare l’Iran. Se la prima parte della analisi (che dovrebbe essere pubblicata su al-araby o su altri media arabi) è ineccepibile, la seconda parte sconfina nel più becero complottismo arabo, specie quando afferma che la volontà di Mohammad bin Salman di attaccare l’Iran (e il Libano) è condivisa da Netanyahu e che questa volontà comune avrebbe portato Arabia Saudita e Israele, una volta super nemici, a stringere una sorta di patto d’acciaio volto proprio ad attaccare il nemico iraniano. Secondo la dott.ssa Tamara Kharroub è per questo motivo che il principe saudita starebbe facendo tutte queste epurazioni in Arabia Saudita. Peccato che, a smontare questa teoria, ci sia tra gli epurati anche il Principe al-Waleed bin Talal, cioè uno dei primi a sostenere la necessità di una alleanza strategica tra Arabia Saudita e Israele.

Ma non è l’unico “strafalcione” della dott.ssa Kharroub. Subito dopo, collegando alcuni fatti che probabilmente non hanno nessun legame tra di loro, si lancia in una previsione che definire azzardata e puro eufemismo. In sostanza, parlando di un probabile attacco israeliano al Libano e quindi a Hezbollah, lo collega a una sorta di “impegno” che Israele avrebbe assunto con i sauditi in quanto per l’Arabia Saudita sarebbe materialmente impossibile attaccare il Libano, un po’ come se Israele facesse una guerra per procura per conto dei sauditi. Per questo, secondo questa stravagante teoria, lo stesso Principe Mohammad bin Salman avrebbe costretto il Premier libanese, Saad Hariri, alle dimissioni in modo da gettare il Libano nel caos e spingere i sunniti libanesi a ribellarsi agli Hezbollah. Insomma, avrebbe gettato le basi per una aggressione israeliana al Libano.

Lo so, la cosa è molto contorta (ci sarebbe anche quella che il Presidente palestinese, Abu Mazen, sarebbe stato convocato in Arabia per avvertirlo dei piani e convincerlo a non fare nulla contro Israele, ma ve la risparmio), ma rende bene l’idea di come sia impossibile per il mondo arabo digerire un possibile avvicinamento tra gli arabi e Israele, non tanto per le artificiose ricostruzioni tutte volte a convincere i lettori che i cattivi Netanyahu e Mohammad bin Salman vogliono incendiare ancora di più il Medio Oriente, quanto piuttosto perché finisce per dipingere l’Iran ed Hezbollah quasi alla stregua di povere vittime dei piani arabo-israeliani.

E non si capisce nemmeno chi, tra Mohammad bin Salman e Bibi Netanyahu, sia il più “cattivo” con gli iraniani e con quei bravi ragazzi di Hezbollah.

Ora, perché ho fatto questa confusionaria ricostruzione di una analisi scritta da una delle più “eminenti” analiste arabe e musulmane? Perché con molta probabilità questo sarà il primo di una lunga serie di attacchi al Principe Mohammad bin Salman. E quale miglior modo per attaccarlo se non quello di inventarsi una cospirazione arabo-israeliana per far fuori i buoni e bravi iraniani? Direte: ma come mai un centro islamico arabo sunnita difende gli iraniani? Semplice, perché l’Arab Center Washington DC è uno dei tanti centri islamici affigliati alla Fratellanza Musulmana che l’Arabia Saudita considera un gruppo terrorista. E’ affigliato anche al Arab Center for Research and Policy Studies (ACRPS) che guarda caso ha il suo quartier generale a Doha, in Qatar. Sono tra i maggiori sostenitori di Hamas e della “resistenza” a Israele. Figuriamoci come vedono un eventuale avvicinamento saudita a Israele.

E allora la retorica islamica sfodera il fantomatico “complotto arabo-giudaico”, un evergreen buono per tutti i tempi. Che poi Israele non ci pensi nemmeno ad attaccare il Libano (a meno che non venga attaccato prima) e che il pensiero di Netanyahu sia più rivolto alla situazione in Siria piuttosto che a quella irrecuperabile in Libano, conta poco per questi complottisti da salotto. L’importante è convincere le masse musulmane e quelle antisemite che Israele e Arabia Saudita si stanno alleando per condurre una guerra all’Iran e a tutti quei musulmani che si riconoscono nella Fratellanza Musulmana. A quando una fatwa per chiamare alla guerra santa contro Israele e i traditori sauditi?

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