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Medio Oriente: Trump rinsalda i rapporti con Riyad. Iran nel mirino

Medio Oriente, Arabia Saudita (Rights Reporter) – Il Presidente Trump ha inviato il Segretario alla Difesa, Jim Mattis, in Arabia Saudita per rinsaldare i rapporti con Riyad abbastanza compromessi durante la presidenza Obama, rapporti che dovranno essere funzionali a contrastare l’espansionismo iraniano nella regione.

Stati Uniti e Arabia Saudita pensano che l’Iran stia conducendo attività fortemente destabilizzanti in Medio Oriente e che abbia tratto giovamento strategico sia dalla presenza dello Stato Islamico che dal conflitto in Siria.

I rapporti tra Washington e Riyad erano stati fortemente compromessi dalla Amministrazione Obama che in Medio Oriente aveva scelto di seguire una politica non interventista in Siria e particolarmente amichevole con l’Iran mettendo in un angolo la storica alleanza con l’Arabia Saudita.

Ora il compito di rinvigorire quella alleanza è affidato a Jim Mattis il quale ha messo subito in chiaro che la politica americana nei confronti dell’Iran è profondamente cambiata con la Presidenza Trump.

Nuove sanzioni all’Iran

All’orizzonte ci sono nuove sanzioni all’Iran, sotto certi aspetti separate dalla vicenda dell’accordo sul nucleare iraniano. Ieri l’Amministrazione Trump ha notificato al Congresso americano la sua prima relazione trimestrale in merito al rispetto dell’accordo sul nucleare iraniano da parte di Teheran, una relazione particolarmente critica non tanto sul rispetto da parte iraniana degli accordi presi quanto piuttosto per la politica aggressiva condotta da Teheran in Medio Oriente. In allegato alla relazione c’era una lettera del Segretario di Stato, Rex Tillerson, indirizzata al presidente della Camera Paul Ryan nella quale si accenna alla necessità di applicare nuove sanzioni all’Iran a causa del suo appoggio al terrorismo. «L’Iran rimane uno dei principali sponsor del terrorismo» dice Tillerson nella lettera «e lo fa attraverso attraverso molte piattaforme e diversi metodi, per questo il Presidente Donad Trump in accordo con le agenzie di intelligence ha avviato una accurata revisione degli accordi presi con Teheran al fine di rivedere gli accordi stessi e valutare l’introduzione di nuove sanzioni».

La questione dello Yemen

Il Segretario alla Difesa Jim Mattis ha incontrato il Re saudita Salman con il quale ha parlato anche della vicenda che riguarda la guerra civile in Yemen. E’ chiaro che l’Iran sta pesantemente influenzando il conflitto in Yemen appoggiando e armando i ribelli Houthi legati a Teheran. Mattis ha definito quella iraniana «una influenza nociva» e ha fatto intendere che gli Stati Uniti sono intenzionati ad aumentare il supporto ai sauditi che sostengono il governo regolare yemenita. Gli Stati Uniti non possono lasciare ai ribelli Houthi (e quindi all’Iran) il controllo dello stretto di Bab al-Mandab che collega il Mar Rosso con l’Oceano Indiano. Nelle intenzioni americane c’è la volontà di cancellare la norma che vieta agli USA di consegnare all’Arabia Saudita le bombe teleguidate e altre armi tecnologicamente avanzate. Secondo il Generale Joseph Votel, comandante in capo del US Central Command, l’Iran punta a diventare la potenza dominante in Medio Oriente e a prendere il controllo delle principali vie marittime che collegano il Mar Rosso all’Oceano indiano e che sono fondamentali per il petrolio dei Paesi del Golfo, una cosa che gli Stati Uniti non possono permettere.

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