Hamas e ISIS sono due facce della stessa medaglia. A dirlo è il capo del COGAT (Coordinator of Government Activities in the Territories), il generale Yoav Mordechai, nell’annunciare che almeno quattro membri di Hamas hanno partecipato al recente attentato del ISIS in Egitto.

Secondo quanto scrive Yoav Mordechai sulla sua pagina Facebook in arabo, almeno quattro membri di Hamas hanno preso parte all’attacco che venerdì scorso ISIS ha condotto contro le forze armate egiziane provocando la morte di almeno 23 soldati, uno degli attacchi contro l’esercito egiziano più devastanti della storia recente.

Secondo il Generale Mordechai il fatto che quattro membri di Hamas fossero tra i morti della ritorsione egiziana contro ISIS dimostra non solo che Hamas non collabora con le autorità egiziane nella lotta allo Stato Islamico, ma è la prova che Hamas e ISIS sono due facce della stessa medaglia. «Hamas permette il libero transito dei terroristi da Gaza al Sinai e viceversa» ha detto Mordechai puntando il dito sul fatto che Hamas non può non sapere cosa avviene nei territori controllati dal gruppo terrorista palestinese.

Alla rivelazione del Generale Mordechai si aggiunge un comunicato del Ministero degli Interni egiziano nel quale si afferma che nell’ambito di una operazione contro lo Stato Islamico durante una sparatoria avvenuta sabato scorso nei pressi del Cairo la polizia egiziana ha ucciso due membri di Hamas.

Lo Stato Islamico conduce da anni una durissima lotta contro il Governo egiziano, lotta concentrata in particolare nella Penisola del Sinai e non è la prima volta che vengono evidenziate connessioni tra Hamas e ISIS. Circa un anno fa si scoprì che i terroristi dello Stato Islamico feriti nel Sinai venivano curati a Gaza. Prima ancora emerse che i due gruppi terroristi islamici avevano stipulato una sorta di accordo di collaborazione finalizzato al contrabbando di armi e altri materiali proibiti. Il Generale Yoav Mordechai non afferma quindi una cosa nuova, ma il fatto che membri di Hamas abbiano partecipato direttamente all’attentato contro i militari egiziani è senza dubbio una importante novità che al Cairo non possono non considerare nel contesto delle relazioni con la Striscia di Gaza.

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