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Mentre Al-Sisi combatte l’estremismo islamico l’Italia lo favorisce

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Ieri il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, è tornato di nuovo a parlare in TV di una legge che contrasti l’estremismo islamico. Lo ha fatto proprio nel giorno in cui il Senato italiano ha bloccato l’invio di aiuti militari all’Egitto necessari proprio nella lotta contro gli estremisti islamici. Davvero una scelta tempestiva quella italiana.

Parlando alla TV egiziana al-Sisi ha detto che «quella dell’Egitto contro l’estremismo islamico è una missione» e ha chiesto ai religiosi musulmani di adeguarsi ai tempi proponendo un Islam moderno e tollerante dove le donne abbiano gli stessi Diritti degli uomini. Al-Sisi ha detto che le errate interpretazioni delle parole del Profeta Maometto non aiutano la diffusione dell’Islam e ha ammonito che «il percorso fin qui adottato per combattere il fanatismo islamico non è stato sufficientemente incisivo» e ha detto che occorre un cambio di passo tornado a parlare di una legge restrittiva volta a colpire chi propaganda un Islam violento e intollerante.

Da quando è salito al potere al-Sisi combatte una guerra senza quartiere contro la Fratellanza Musulmana e contemporaneamente affronta militarmente lo Stato Islamico su due fronti, quello del Sinai e quello libico. Ma evidentemente per i suoi detrattori tutto questo è sbagliato tanto da arrivare a boicottare l’invio di aiuti militari necessari a proseguire questa lotta che oltre a servire all’Egitto e al mondo arabo serve ancora di più all’occidente che, al contrario, di sporcarsi le mani proprio non ne vuol sapere. Anzi, mentre in tutto il mondo arabo la Fratellanza Musulmana viene giustamente combattuta in Italia alcuni suoi esponenti vengono introdotti in politica sdoganando proprio quelle ideologie che il mondo arabo cerca di combattere. Se non è follia questa…

Scritto da Shihab B.

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