Migranti: egoismo europeo. Non degni di chiamarsi Unione Europea

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Sulla questione dei migranti abbiamo avuto la prova concreta che l’Unione Europea è solo una unione monetaria e di interesse ma che è lontanissima dall’idea che ne avevano i padri fondatori.

Non sono bastate le giustissime reprimende del Premier italiano, Matteo Renzi, per arrivare a un accordo serio sulla ripartizione dei richiedenti asilo. L’Italia chiedeva l’obbligatorietà delle quote mentre il Consiglio Europeo alla fine ha deciso per la volontarietà anche se mascherata con diversi tecnicismi, cioè saranno i singoli Stati a decidere in maniera autonoma quanti richiedenti asilo accogliere e quando li accoglieranno. In ogni caso il “piano” riguarda appena 40.000 richiedenti asilo che attualmente si trovano in Italia e in Grecia oltre a 20.000 richiedenti asilo attualmente nei campi della UNHCR fuori dall’Unione Europea. Oltre a questo il “piano” riguarda solo i richiedenti asilo siriani ed eritrei.

Si vocifera che la discussione sia stata al limite della rissa e che a un certo punto il Premier italiano abbia detto ai suoi colleghi che se non accettavano il piano di ripartizione non erano degni di chiamarsi Europa, cosa che poi in effetti è avvenuta.

Al di la delle dichiarazioni di circostanza e dei tecnicismi politici è palese che l’Europa se ne frega completamente di aiutare l’Italia e che l’egoismo nazionale (unito a fortissime pressioni xenofobe che condizionano le politiche dei singoli Stati) ha prevalso sull’idea di solidarietà. L’opposizione maggiore arriva dai Paesi dell’Est, sostenuta oltretutto in maniera illegittima da parte del Presidente del Consiglio europeo, il polacco Tusk, che in barba alla sua dovuta neutralità si schiera apertamente con i Paesi dell’est che non vogliono l’obbligatorietà.

Tutto previsto

Intendiamoci, la cosa non ci meraviglia affatto. Nei giorni scorsi Matteo Renzi aveva ostentato ottimismo confidando sul fatto che l’Unione Europea avrebbe evitato di apparire inadeguata ed egoista in mondovisione. Purtroppo non è andata come il Premier italiano sperava e, dobbiamo dirlo, nemmeno in maniera sorprendente. Questa è l’Europa attuale e se poi ci sono forti pressioni per uscirne non dobbiamo nemmeno meravigliarci più di tanto.

Scritto da Bianca B.

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