Migranti: Italia in trappola, Governo fermo alle parole

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Ieri Federica Mogherini si è lanciata in una accusa durissima all’Europa in merito alla gestione dell’emergenza migranti che pesa nella sua totalità sulle spalle dell’Italia. «E’ una vergogna che l’Europa si sia svegliata solo di fronte a 800 morti» ha detto il Ministro degli Esteri europeo.

Francamente sostenere che l’Europa si sia svegliata ci sembra un esercizio di eccessivo ottimismo che la sig.ra Mogherini si poteva risparmiare. L’Europa non si è affatto svegliata se non a parole, anzi, ad essere onesti ci sembra che, oltre al fatto che l’Europa come sempre non vada oltre lo sdegno a parole, si tenda addirittura a scaricare tutto sull’Italia in maniera palese, nemmeno più tanto velata. Gran Bretagna, Polonia, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e altri Paesi del Nord Europa hanno detto chiaramente che non accetteranno una ripartizione dei migranti. E’ vero, sono stati triplicati i fondi per la missione “Triton” che passano da 3 a 9 milioni (una miseria comunque) ma di accettare i migranti non se ne parla proprio.

Risoluzione italiana all’Onu contro gli scafisti, ma il Consiglio di Sicurezza temporeggia

L’Italia ha presentato una risoluzione alle Nazioni Unite per avere la copertura internazionale volta sostanzialmente a permettere alle nostre unità militari di affondare i barconi usati dai mercanti di esseri umani per trasportare i migranti, ma anche in questo caso le manifestazioni di ottimismo professate dal Ministro Gentiloni sono piuttosto premature. Non è affatto scontato che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu voterà a favore di una simile evenienza. I problemi da superare sono tanti a partire dalla opposizione dei due governi libici (quello riconosciuto e quello insediatosi a Tripoli). La formula usata per tale richiesta è forse troppo ambigua se è vero che, come dice il Ministro Gentiloni, «l’obiettivo è fornire una base legale alle diverse attività di contrasto al traffico di esseri umani e che consenta di assicurare i trafficanti alla giustizia». Il punto del contendere sta nel capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, cioè quello che il Consiglio di Sicurezza sembra intenzionato a far passare. Il capitolo 7 all’art. 41, cioè quello che vorrebbero far passare all’Onu, prevede che «il Consiglio di Sicurezza, in caso di inottemperanza delle sue decisioni, adotti misure non implicanti l’uso della forza armata, tra cui la rottura totale o parziale delle relazioni economiche e delle comunicazioni, e l’interruzione delle relazioni diplomatiche» mentre l’Italia vorrebbe che venisse autorizzato un intervento basato sull’art. 42 dello stesso capitolo il quale prevede che «se le misure di cui all’articolo 41 si sono rivelate inefficaci, il Consiglio di Sicurezza può prevedere azioni di forza navali, aeree o terrestri». L’Onu insomma vorrebbe applicare una certa gradualità prima di autorizzare un intervento sui barconi, mentre l’Italia vorrebbe saltare a piè pari l’art. 41 e intervenire velocemente. Il problema è rappresentato dai tempi, mentre all’Onu discutono sulla formula da applicare i trafficanti di esseri umani spediscono un barcone dietro l’altro intravedendo la possibilità di un intervento volto a distruggerli. E mentre all’Onu perdono tempo a discutere migliaia di migranti vengono letteralmente catapultati verso l’Italia.

Italia in trappola

Esercizi di ottimismo a parte, è evidente che l’Italia è in trappola. Da un lato il rifiuto europeo a farsi carico di una quota di migranti, dall’altra il temporeggiare dell’Onu che, se tutto va bene, partorirà una risoluzione di compromesso che lascerà tutto invariato. Speriamo di sbagliarci ma le esperienze pregresse non ci fanno essere ottimisti sotto questo aspetto.

Dublino II la madre di tutte le trappole

A intrappolare l’Italia sono prima di tutto le regole contenute nell’accordo “Dublino II” che, per essere chiari, sono stati firmati dall’attuale Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, quando era rappresentante del Governo Letta. Un trappolone dove ci siamo messi da soli grazie alla cecità politica di certi “politicanti” legati al business rappresentato da questo enorme mare di presunti “rifugiati”. Far cambiare le regole di Dublino II ormai è praticamente impossibile perché gli altri Paesi europei difficilmente rinunceranno al regalo fattogli dall’Italia. Da Dublino II non se ne esce, checché ne dicano gli ottimisti politici italiani.

L’opposizione delle COOP a misure che fermino il traffico di esseri umani

E poi ci sono le COOP che gestiscono l’enorme business generato dai migranti, le quali si oppongono a qualsiasi soluzione che consenta di fermare il traffico di esseri umani. Bloccare i migranti in Nord Africa significa perdere un business che vale centinaia di milioni di Euro. Per loro la trappola in cui si trova l’Italia è una vera e propria manna e quindi contestano in punta di Diritto qualsiasi formula volta a bloccare il fenomeno. Chi usa i migranti per arricchirsi non è molto diverso dai trafficanti di esseri umani, questo va detto con forza e chiarezza.

Come se ne esce

Se ci fosse un Governo autorevole la soluzione si sarebbe già trovata, anche con un intervento unilaterale e non coordinato con i pachidermici Onu ed Unione Europea. Ma il Governo italiano non è autorevole e non sembra avere il coraggio di diventarlo. Non è una questione di colore politico, anzi, Renzi ha ereditato tutti gli errori commessi dai Governi precedenti (a prescindere che siano stati di destra o di sinistra), solo che non sembra fare nulla per cambiare lo stato di cose. Anzi, dichiarazioni a parte, continua ad andare a sbattere contro i veti europei dando l’impressione di essere impotente. Aspettare risoluzioni Onu o appoggi della Unione Europea mentre i trafficanti di esseri umani catapultano sulle nostre coste centinaia di migliaia di migranti non è certo la soluzione. Serve il coraggio di dire che la questione dei migranti è per l’Italia una questione di sicurezza nazionale e agire di conseguenza. Solo che Renzi non ha il coraggio di farlo.

Concludendo, abbiamo l’impressione di essere in trappola e di non sapere come uscirne. Nessuno oggettivamente si vuol far carico della emergenza migranti visto che riguarda esclusivamente il nostro paese e i nostri politici continuano ad andare a sbattere contro i muri. Le dichiarazioni ottimistiche di Mogherini e Gentiloni non sono corroborate da fatti concreti, rimangono quindi solo parole al vento. L’unica strada è quella di far leva sulla sicurezza nazionale e agire unilateralmente, che gli altri siano d’accordo o meno. Solo che non ci sembra che questo Governo intenda farlo. E così i trafficanti di esseri umani continuano imperterriti a inviare centinaia di barconi fatiscenti ridendo bellamente delle inutili dichiarazioni dei nostri politici.

Scritto da Carlotta Visentin

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