Migranti, la Germania ci ripensa: no a campi di identificazione in Libia

By , in Africa on . Tagged width: , , , , ,
migranti

Sui migranti e su come fermare il flusso migratorio verso l’Europa la Germania non sembra più andare nella stessa direzione dell’Italia.

Ieri il Ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, parlando alla sede dell’Unione Africana ha detto che la Germania si opporrà alla creazione di campi di identificazione per i migranti in Libia. «Si deve prestare attenzione alla situazione sul terreno in Nord Africa» ha detto Sigmar Babriel in una conferenza stampa tenuta a fianco del capo dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat. «Mi sento di dire che la Germania non permetterà l’istituzione di campi di identificazione in Libia. Non è questo l’approccio politico che la Germania e l’Unione Europea intendono approntare» ha poi continuato il Ministro degli Esteri tedesco. «Quello che stiamo cercando è invece un sistema per stabilizzare tutto il continente» ha poi concluso Gabriel.

La dichiarazione del Ministro degli Esteri tedesco sembra indicare l’abbandono da parte della Germania (ma lui ha parlato della Unione Europea) dell’accordo raggiunto dall’Italia con il Governo libico sostenuto dall’Onu, accordo che dovrebbe essere finanziato anche dall’Unione Europea e che tra le altre cose prevede anche la creazioni di campi di identificazione in Libia.

Non è chiaro tuttavia come nell’immediato la Germania intenda fermare l’enorme massa di migranti che premono sui confini europei. Il Ministro tedesco ha parlato di “stabilizzare tutto il continente africano” il che è un’idea molto nobile ma non attuabile in tempi brevi specie con i fondi per la cooperazione allo sviluppo ridotti al lumicino. E in ogni caso ci vorrebbero decenni. E nel frattempo? Cosa si fa nel frattempo?

© 2017, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Recommended articles