Migranti: questa volta la Lega ha ragione. L’Europa egoista scarica tutto sull’Italia

Non è facile dare ragione alla Lega Nord, ma è innegabile che le contestazioni mosse all’Unione Europea da parte delle armate leghiste, almeno questa volta hanno un fondamento. Lasciamo stare le ridicole e geriatriche dichiarazioni di Berlusconi sulla ipotetica “separazione” dell’Italia dalla UE, ma che l’Europa si stia comportando in modo egoista è un fatto.

Che fine hanno fatto tutte le belle intenzioni europee e le critiche rivolte al nostro Paese in tema di respingimenti? Forse che la Francia non sta respingendo indiscriminatamente i tunisini che cercano di entrare nel suo territorio? Forse che la Germania, spesso presa ad esempio di “ospitalità”, non ha messo i paletti alle frontiere?

Dobbiamo essere onesti e non lanciare critiche a senso unico e tantomeno usare ogni scusa per criticare il Governo italiano (di motivi per criticare il Governo ce ne sono a bizzeffe). Certo, si può discutere sul fatto che in Europa e nel mondo la credibilità e il peso dell’Italia siano ai minimi termini per colpa di questo Premier davvero assurdo, ma sulla questione “immigrati tunisini” l’Italia ha ragioni da vendere e per una volta sarebbe logico (e persino intelligente) che il Paese sia unito. Invece si assiste ad una assurda corsa alla strumentalizzazione senza senso quando, ripeto, di argomentazioni per contestare il Governo ce ne sono a bizzeffe.

Per far capire che, almeno questa volta, il Governo italiano ha ragione bisogna partire da un punto fondamentale, cioè dalla separazione tra migranti e rifugiati. Cercherò di spiegarlo con parole semplici: i primi sono persone che per ragioni proprie decidono di lasciare la propria terra in cerca di fortuna in Paesi stranieri. Per esempio, gli italiani che in massa andavano a lavorare all’estero nel dopoguerra erano migranti. Il migrante deve essere soggetto a determinate regole per avere accesso al Paese dove vuole andare. Insomma, non è che può entrare dove vuole. Discorso diverso per i rifugiati. La famosa “direttiva 55” evocata da Maroni per concedere il permesso provvisorio ai migranti tunisini spiega benissimo la definizione di rifugiato: “deve essere in fuga da zone di conflitto armato o di violenza endemica o essere a serio rischio, o essere state vittima, di sistematiche o generalizzate violazioni dei loro diritti umani”. E’ chiaro che i tunisini non rientrano in questa definizione e quindi non sono da considerarsi profughi ma migranti. Da questo, forse, nasce l’unico errore fatto da Maroni, cercare cioè di far rientrare i migranti tunisini nel contesto della “direttiva 55” dell’Unione Europea quando invece non ci rientrano nemmeno a pigiarli dentro.

Questo però non toglie che l’Europa non possa girarsi dall’altra parte e lasciare che sia l’Italia a gestire l’enorme flusso di migranti solo perché per raggiungere i paesi del nord devono per forza passare per il nostro Paese. Se è vero che l’Europa è una entità reale e non astratta non può non considerare il fatto che l’Italia è il confine europeo più esposto e rappresenta per i migranti la porta di accesso all’Europa stessa. Insomma, non possono dire “arrivano da voi e voi li tenete”.

Ora, se si vuole contestare questo Governo di ragioni ce ne sono tante, comprese quelle che spingono l’Europa a trattarci a pesci in faccia, ma su questa questione bisognerebbe evitare le strumentalizzazioni e dare l’impressione di un Paese unito, a prescindere dalla fede politica e dalle stupidaggini che purtroppo dice il Premier.

Carlotta Visentin

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