Migranti: schiaffo europeo all’Italia mentre l’ISIS cresce in Libia

Come volevasi dimostrare l’Europa non ha alcuna intenzione di applicare la regola delle quote di richiedenti asilo promessa e sbandierata solo pochi giorni fa dal Ministro degli Esteri europeo, Federica Mogherini. Ieri hanno fatto marcia indietro anche Francia e Spagna. Figuriamoci se vogliono i semplici migranti.

Ieri la stampa estera parlava di un Ministro Gentiloni letteralmente furioso con i colleghi europei e non servono i giri di parole usate ieri sera dal Premier Renzi per placare la sensazione che l’Italia verrà abbandonata al suo destino e che la tegola migranti sarà completamente a carico del nostro Paese. L’unica cosa che l’Europa sta facendo è stato quello di aumentare risorse finanziarie e materiali (navi) per traghettare i poveri disgraziati dalla Libia all’Italia. Navi di ogni nazionalità aspettano i migranti poco fuori dalle acque territoriali libiche per “soccorrerli” e poi traghettarli sulle nostre coste badando bene però a non chiedere nulla alle persone soccorse, non sia mai che qualcuno di loro chieda immediatamente asilo una volta a bordo della nave che, a quel punto, è territorio nazionale dello Stato a cui appartiene. Insomma, se per esempio un migrante viene raccolto da una nave inglese per il Diritto Internazionale si trova in territorio inglese e chiedendo asilo a bordo di quella nave la domanda dovrebbe essere valutata dalla Gran Bretagna. Ma chiaramente questo non avviene. Ed è piuttosto curioso come nessuno, nemmeno le tanto impegnate “grandi organizzazioni” per la difesa dei Diritti, faccia notare questa anomalia nel Diritto Internazionale e marittimo.

La lotta ai trafficanti di esseri umani

Si continua a discutere sulle modalità e le azioni da adottare per fermare i trafficanti di esseri umani che, nel frattempo, hanno aumentato il numero delle “spedizioni” nel timore che prima o poi parta anche la missione per affondare i barconi prima che vengano riempiti di migranti e fatti partire. Forse più poi che prima visto che il Consiglio d’Europa non si riunirà fino al prossimo 22 giugno (forse addirittura più tardi), consiglio che poi dovrà aspettare il via libera dell’Onu. Insomma, oltre un mese durante il quale i trafficanti di esseri umani presumibilmente spediranno di tutto dalla Libia. E’ vero, ieri la UE ha sostanzialmente approvato la missione che però diventerà operativa solo dopo l’approvazione del Consiglio d’Europa e dell’Onu, quindi anche in questo caso siamo alle parole.

Allarme ISIS dal Pentagono e persino da Hezbollah

Nel frattempo cresce in Libia anche l’allarme per l’infiltrazione dello Stato Islamico. Ieri a rilanciare l’allarme è stato il Pentagono citato dal Wall Street Journal. Secondo gli esperti militari americani – citati dal WSJ- l’ISIS vuole trasformare la Libia in un “hub” da dove poi attaccare l’Europa, il che non è certo una novità. E’ una novità invece che sia un altro gruppo terrorista concorrente, Hezbollah, a lanciare lo stesso tipo di allarme. Lo ha fatto ieri Abou Zalah, responsabile dei “Serragli della resistenza” di Beirut, uno tra i massimi rappresentanti dell’intelligence di Hezbollah, il quale ha affermato che «la Libia è una ramificazione del grande piano dell’Isis che muove i suoi passi tra Siria e Iraq. Un progetto che ha come obiettivo strategico quello di creare una “cabina di regia” distaccata proprio in territorio libico e per il quale lo Stato islamico sta investendo parte dei nove miliardi di dollari rubati dai forzieri iracheni».

Continuare a tergiversare senza affrontare il problema non serve quindi a nulla e francamente ci sembrano patetiche anche le scuse del Governo italiano che sembra essersi arenato nelle sabbie mobili della burocrazia europea. Inutile che Renzi dica da Vespa che «l’Italia non deve andare in Europa con il cappello in mano» quando poi è esattamente quello che sta facendo. Per una volta si prendano decisioni coraggiose e indipendenti dalla burocrazia europea e si inizi ad affondare i barconi. Sarà solo un primo piccolo passo nella complessità del problema, ma almeno sarà un passo avanti e un messaggio importante a tutti.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Carlotta Visentin

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