Minacce mafiose da parte di Hamas: le responsabilità dell’occidente

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E’ una vera e propria minaccia mafiosa quella proferita ieri da Abu Obeida, portavoce delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas: «o la ricostruzione di Gaza si fa alle condizioni di Hamas oppure presto riprenderanno i combattimenti e il lancio di missili».

Il nodo del contendere sono i 5,4 miliardi di dollari stanziati dalla comunità internazionale per la ricostruzione di Gaza che dovrebbero essere gestiti teoricamente (molto teoricamente) dalla stessa comunità internazionale attraverso una serie di meccanismi che impediscano che il denaro finisca per alimentare Hamas. L’Onu avrebbe inquadrato nel cosiddetto Governo di Unità Palestinese il mezzo per controllare che gli aiuti vadano realmente alla ricostruzione di Gaza, una scelta questa che oltre a essere impropria (è come dare la chiave di una cassaforte a un ladro) ha scontento anche Hamas che invece vuole completa mano libera nella gestione dei fondi. Israele (spalleggiato dall’Egitto) vorrebbe invece che ci fosse un vero e proprio meccanismo di controllo che oltre a impedire l’uso del denaro per acquistare armi controlli con molta accuratezza l’utilizzo dei materiali da costruzione, soprattutto che gli stessi non finiscano per andare nella costruzione dei tunnel del terrore.

Questa diatriba non ha solo bloccato il meccanismo di ricostruzione della Striscia di Gaza, del quale ad Hamas importa poco o nulla, ma soprattutto ha bloccato l’afflusso di denaro lasciando ancora una volta a bocca asciutta i dipendenti di Hamas. Se a questo ci aggiungiamo il blocco totale imposto dall’Egitto di Al-Sisi alla Striscia di Gaza (di cui molto ipocritamente nessuno parla) il quadro è completo. Da qui le minacce mafiose da parte di Hamas di riprendere il lancio di missili verso Israele.

Le responsabilità dell’occidente

Ne avevamo già parlato ma vogliamo ribadirlo con forza: mettere in mano dei palestinesi (di qualsiasi parte essi siano) 5,4 miliardi di dollari significa di fatto finanziare la prossima guerra con Israele. Che poi la Mogherini vada a Gaza è proclami che “il mondo non tollererà un’altra guerra” è davvero il colmo dei colmi. Sono loro a finanziare un’altra guerra. Ma le responsabilità occidentali non si limitano solo a questo. Il fatto di aver riconosciuto un Governo di Unità palestinese che comprenda Hamas è già nei fatti un riconoscimento di Hamas stesso, cioè di un gruppo terrorista. Se a questo aggiungiamo che non si è sentita volare una mosca né sul lancio di missili contro Israele, né sui tunnel del terrore e neppure sui recenti avvenimenti accaduti in Israele (leggi attacchi terroristici), il quadro delle responsabilità occidentali è completo e ben chiaro a tutti (quantomeno a coloro che almeno un po’ riescono a ragionare senza essere spinti dall’odio antisemita).

Parliamoci chiaro, sapevamo benissimo che lo stop alla operazione “Margine Protettivo” avvenuto senza aver chiuso una volta per tutte il discorso con Hamas avrebbe portato a tutto questo e molto probabilmente a un nuovo conflitto. Quello che non ci aspettavamo era un occidente così cieco e sordo da non capire che il problema di Gaza non è Israele o l’Egitto di Al-Sisi, ma è proprio Hamas. E di questa cecità che vive Hamas ed è per questo motivo che si permette di lanciare in maniera così spudorata le sue minacce mafiose.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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