Missili cinesi alla Turchia: imbarazzo nella NATO

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Che la Turchia fosse diventata un organismo semi-esterno alla NATO lo si era capito d un po’. Da quando è salito al potere Erdogan la sua politica militare si è progressivamente allontana dalla politica dell’Alleanza Atlantica, ma quello che è avvenuto di recente le supera tutte e mette seriamente in discussione l’appartenenza della Turchia alla NATO.

Secondo quanto si apprende da fonti della NATO la Turchia avrebbe acquistato missili cinesi per un valore di 3,4 miliari di dollari. Si tratta di un sistema terra-aria prodotto dalla China Precision Machinery Import and Export Corp (CPMIEC), una azienda messa al bando dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea in quanto accusata di vendere armi all’Iran, alla Siria, alla Corea del Nord e a vari gruppi terroristici in palese violazione di diverse risoluzione delle Nazioni Unite.

Il comando della NATO ha espresso perplessità su questo acquisto in quanto non solo è avvenuto a favore di una azienda militare cinese fortemente compromessa ma soprattutto perché il sistema prevede l’integrazione di un software cinese che tecnicamente potrebbe fungere da virus spia nei confronti dei sistemi della NATO arrivando persino a interagire con essi.

Molto critico il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, il quale ha ammonito la Turchia che il sistema cinese interferisce con i sistemi standard NATO e che l’Alleanza Atlantica potrebbe valutare l’ipotesi di non scambiare più informazioni riguardo i propri sistemi di difesa con la Turchia.

Durissima la reazione di Erdogan alle critiche di Rasmussen. «Nessuno ha il diritto di interferire con la nostra indipendenza» ha detto Erdogan alla stampa turca che gli chiedeva un commento alle critiche piovute dalla NATO.

E’ piuttosto evidente che questo  è solo l’ultimo distinguo della Turchia dalle politiche della NATO. Prima gli accordi di collaborazione militare con l’Iran in merito alla questione curda, poi il netto allontanamento (per non dire ostilità) della Turchia dal più importante partner dell’Alleanza Atlantica in Medio Oriente, Israele. Infine la manifesta ostilità verso il nuovo Egitto il cui esercito collabora attivamente con la NATO nella lotta al terrorismo internazionale. Ora questa ultima trovata dei missili cinesi.

Non si vede davvero come la Turchia di Erdogan possa rimanere nella NATO e continuare a beneficiare degli importanti bonus (sia in termini finanziari che in termini prettamente militari) che tale adesione comporta. E’ come allevare una serpe in seno.

Sharon Levi

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