Missili da Gaza, attentati dal Libano. Una normale giornata in Israele

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Dopo decine di missili sparati da Gaza verso il sud di Israele, si infiamma improvvisamente anche il confine nord dello Stato Ebraico. Un IED (Improvised Explosive Device) è stato fatto esplodere dai terroristi di Hezbollah al passaggio di un convoglio militare israeliano che pattugliava il confine con il Libano. Tre militari israeliani sono rimasti lievemente feriti.

La risposta israeliana è stata immediata con il cannoneggiamento di postazioni di Hezbollah da parte di alcuni carri armati. Israele ha avvisato immediatamente i vertici della missione UNIFIL  nel tentativo di scongiurare una escalation nella regione. La TV di Hezbollah, Al-Manar, ha riportato la notizia che “resistenti libanesi hanno colpito l’esercito israeliano” e ha parlato di “una vendetta israeliana”con riferimento ai colpi di artiglieria.

La vita in Israele

Questa è la vita in Israele, continuamente sotto la minaccia terroristica, uno Stato democratico sotto assedio permanente da parte di forze oscure che ne vogliono l’eliminazione, che cercano deliberatamente di uccidere la popolazione civile.

Il paradosso è che la stampa occidentale ribalta continuamente questa inoppugnabile verità. E allora un muro erto a difesa della popolazione di Israele diventa un muro divisorio, la risposta armata a un attacco missilistico e/o terroristico diventa un attacco di Israele contro “poveri innocenti”, i check point di sicurezza diventano una minaccia alla libera circolazione (dei terroristi). Secondo certa gente Israele dovrebbe subire passivamente gli attacchi terroristici e magari anche invitare i terroristi a entrare in Israele per poter far saltare tranquillamente gli autobus. E allora, per questi cervelloni occidentali, uno Stato democratico sotto assedio e sotto costante minaccia di estinzione diventa uno Stato occupante. E’ il totale capovolgimento della verità, spesso certificato anche da governi, istituzioni e organizzazioni “pacifiste” che hanno l’antisemitismo nel DNA.

L’attacco esterno a  Israele

Ma non sono solo i terroristi ad attaccare Israele. Partendo da questo assurdo capovolgimento della verità secondo la quale uno Stato democratico sotto assedio e minacciato di estinzione che si difende si trasforma da vittima in carnefice, ad attaccare Israele sono anche potentissime forze esterne. A partire dalla campagna antisemita denominata BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) che mira a piegare la resistenza di Israele attraverso formule economiche, fino alla grande stampa che tace sugli attacchi ai civili israeliani e sforna articoli a ripetizione sulle azioni difensive dell’esercito israeliano per dare l’impressione che i carnefici siano gli israeliani alimentando così proprio quelle azioni fortemente antisemite portate avanti dal movimento BDS e aiutando implicitamente i gruppi terroristi. Questo perché Israele, nonostante sia uno Stato democratico in guerra permanente sin dalla sua nascita, circonadato da nemici che ne vogliono l’estinzione, è comunque riuscito a svilupparsi diventando uno degli stati più sviluppati al mondo. Non riuscendo a colpirlo militarmente cercano di fiaccarlo economicamente e per questo fanno largo uso dei media e di campagne come quella del movimento BDS. E’ una azione concentrica che vede impegnati media, gruppi antisemiti e potenze estere che mirano dichiaratamente alla distruzione di Israele e che punta, nella migliore delle ipotesi, a ricattare lo Stato Ebraico per costringerlo ad accettare condizioni capestro che lo porterebbero inevitabilmente alla distruzione.

Beh, si sappia che questa tecnica non funzionerà. Gli israeliani nascono già sapendo di doversi difendere e di dover lottare per la loro esistenza. Tirano missili da Gaza? E gli israeliani rispondono. Mettono una bomba nel confine con il Libano? Gli israeliani bombardano le postazioni di Hezbollah. Cercano di boicottare i prodotti israeliani? Israele e la sua tecnologia si rendono indispensabili per il mondo intero.

 Israele non si piegherà a questo ricatto. Israele vuole la pace ma è pronto anche a fare la guerra per garantire la propria sopravvivenza. Ne prendano atto gli odiatori e ne traggano le dovute conseguenze.

Miriam Bolaffi

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