Missili dal Libano su Israele: Hezbollah vuole lo scontro

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Due missili sparati dal Libano sono caduti questa mattina nel Nord di Israele nei pressi della città di Sarda. I missili non hanno provocato vittime o danni ma hanno provocato l’immediata reazione delle forze israeliane che hanno cannoneggiato l’area da dove erano partiti i due vettori.

E’ un chiaro segno, l’ennesimo, di come la tensione lungo il confine tra Libano e Israele sia alle stelle. Solo pochi giorni fa un soldato israeliano era stato ucciso da un cecchino libanese e nei giorni scorsi si sono ripetute diverse provocazioni da parte di miliziani di miliziani di Hezbollah.

Ma quella di questa mattina è certamente la provocazione più pesante che, stranamente, arriva all’indomani dell’autobomba scoppiata a Beirut e attribuita proprio a Hezbollah. La strategia del gruppo terrorista libanese appare chiara: dirottare l’attenzione dall’attentato al nemico comune, Israele.

Molto allarmati i vertici di UNIFIL che però non sembra siano in grado di controllare i movimenti di Hezbollah. Il portavoce delle truppe Onu ha invitato le parti a mantenere la calma ma durante la brevissima conferenza stampa sembrava più rassegnato che convinto di quello che diceva. Il timore, più che giustificato, di UNIFIL è che questo tipo di provocazioni veda una escalation simile a quella che nel 2006 portò al conflitto tra Israele ed Hezbollah.

In questo momento il gruppo terrorista libanese ha molto da guadagnare da un aumento della tensione con Israele. All’interno del Libano ha sempre meno consensi e sempre più critici per il suo coinvolgimento nella guerra in Siria. L’omicidio dell’ex Ministro delle Finanze, Mohammad Shatah, avvenuto ieri e del quale proprio Hezbollah è accusato, è solo l’ultimo di molti atti di prepotenza sempre meno tollerati dalla popolazione libanese. Un aumento della tensione con Israele sarebbe quindi l’unico modo per Hezbollah di ricompattare il consenso attorno a se stesso.

Sarah F.

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