Missili iraniani in Venezuela. Possono colpire gli USA

In campagna elettorale nessuno dello staff del Presidente Obama ha tirato fuori il discorso  e nemmeno lo staff di Romney lo ha fatto, nonostante il Congresso avesse affrontato la questione lo scorso luglio. Stiamo parlando della invasiva presenza dell’Iran e di Hezbollah in Sudamerica, una presenza molto minacciosa per gli Stati Uniti e che fino ad oggi è stata ampiamente sottovalutata.

Fino ad oggi, perché se quanto emerge da alcuni rapporti della intelligence americana fosse vero si potrebbe parlare senza dubbio di “grave minaccia alla sicurezza USA”.

Secondo recenti rapporti della intelligence americana missili iraniani a lunga gittata sarebbero presenti in territorio venezuelano. Non solo, l’Iran avrebbe fornito al Venezuela anche alcuni droni in grado di raggiungere le coste meridionali degli Stati Uniti. A riferirlo è un rapporto confidenziale sulla presenza e le attività di Iran e di Hezbollah in Venezuela e nel cosiddetto “tri-border” (triplice frontiera), quella zona a cavallo tra Paraguay, Argentina e Brasile priva di qualsiasi controllo legale da dove partono ogni tipo di loschi affari.

A parlare per la prima volta di un accordo militare tra Iran e Venezuela (con Hezbollah come terzo attore) fu il quotidiano tedesco Die Welt nel 2010, il quale riferì che durante la visita di Hugo Chavez a Teheran (era il 19 ottobre 2010) venne firmato un accordo militare tra Iran e Venezuela per il dislocamento di missili balistici iraniani in territorio venezuelano. Lo stesso accordo prevedeva l’apertura di una base militare delle Guardie della Rivoluzione Iraniana e una serie di accordi con Hezbollah sia per azioni terroristiche che per facilitare al gruppo terrorista libanese il traffico di stupefacenti verso Stati Uniti ed Europa, un traffico che fino ad oggi ha permesso a Hezbollah di godere di enormi entrate finanziarie.

Allora l’articolo di Die Welt non venne preso molto sul serio dall’intelligence americana. Fu un errore perché a quanto pare si sarebbe scoperto che in Venezuela sono presenti missili Shahab 3 (gittata 1.300 – 1.500 Km), missili Scud B ( gittata 285 – 330 Km) e missili Scud C (fino a 700 Km di gittata) e che l’Iran sarebbe in procinto di trasferirvi anche i nuovissimi missili Meshkat (Lanterna) con una gittata di 2.000 Km e in grado di essere lanciati anche da un aereo. Viene a cadere così il mito della intoccabilità dell’America dai missili iraniani.

Il rapporto sembrerebbe confermare anche quanto ipotizzato da Michael Rowan e Douglas Schoen nel loro articolo apparso su Forbes 21 gennaio 2009 nel quale si ipotizza che i voli settimanali tra Caracas e Teheran servirebbero per trasportare uranio venezuelano in Iran e armi iraniane in Venezuela.

Lo scenario delineato da questo rapporto sembra essere molto simile a quello che ha portato alla crisi con Cuba nel 1962 quando i sovietici posizionarono i loro missili nell’isola caraibica, cioè a portata degli USA. Anche in questo caso dei missili nemici sarebbero quindi a portata degli Stati Uniti.

Il rapporto dettaglia anche le attività di Hezbollah in tutto il Sudamerica ma ne parleremo separatamente dato che c’è parecchio di cui parlare.

Quello che però sembra evidente è il totale fallimento della politica di Obama con l’Iran dato che mentre il Presidente americano perdeva tempo dietro a improbabili colloqui segreti con Teheran, gli Ayatollah posizionavano i loro missili a portata degli Stati Uniti, pronti a essere usati in caso di attacco all’Iran. E non è una bella notizia.

Adrian Niscemi

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