Mogherini in Israele questa settimana, ma non cambia rispetto alla Ashton

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Il nuovo Alto Rappresentante della politica Estera Europea, Federica Mogherini, si recherà questa settimana in Israele. Andrà anche a Ramallah per discutere con i rappresentanti della Autorità Palestinese. Scopo della visita dovrebbe essere cercare di riattivare i colloqui di pace tra Israele e palestinesi.

In Israele c’è stranamente molto ottimismo sulla Mogherini in quanto italiana e quindi proveniente da un Governo “amico di Israele”, c’è quindi la speranza che non continui la linea anti-israeliana e a volte antisemita di Catherine Ashton.

Di certo la Mogherini non ha gli stessi interessi personali che aveva la Ashton, ma siamo sicuri che la sua ideologia sia così lontana da quella della baronessa inglese?

Solo pochi giorni fa in una dichiarazione ripresa dall’Ansa la Mogherini prendeva nettamente posizione sulle nuove costruzioni israeliane a Gerusalemme Est, costruzioni che la Mogherini definisce “insediamenti” come a specificare che quelle case sono per “coloni”, un termine comunemente usato dagli odiatori di Israele in ottica dispregiativa e a voler sottintendere che sono “occupanti”. Già questo dovrebbe essere sufficiente per far drizzare le antenne a Gerusalemme. Ma è quello che la Mogherini scrive sul suo blog a destare, almeno in noi, una certa preoccupazione. In occasione di un suo viaggio in Libano nel 2009 la Mogherini, con riferimento ai missili lanciati da Hezbollah contro Israele scriveva: «dal territorio libanese partono dei razzi dimostrativi, artigianali – non sono lanciati per colpire davvero, ma solo per segnalare la (r)esistenza in vita» (qui trovate il link all’articolo nel blog della Mogherini). Ora, definire i missili di Hezbollah dei “missiletti artiginali che vengono lanciati per scherzo” e chiamare i terroristi libanesi “resistenza” la dice parecchio lunga sul pensiero della Mogherini, un pensiero che non ci piace per niente e che ci fa supporre che la linea della politica estera europea non cambierà rispetto a quella che era con la Ashton, cioè fortemente anti-israeliana e pro-palestinese.

Poi c’è la questione del nucleare iraniano che fino ad oggi la Mogherini non ha toccato minimamente nonostante l’Europa faccia parte come osservatore del gruppo dei cosiddetti 5+1 incaricato di trattare con Teheran sul suo programma nucleare. Anche in questo caso le premesse non sono affatto buone. In diverse dichiarazioni la Mogherini ha definito il regime di Teheran “un governo moderato con cui trattare” e ha difeso la linea morbida adottata di recente da Obama nei confronti degli Ayatollah.

Non aspettiamoci quindi nulla di buono da Federica Mogherini. E’ vero, è italiana, un Paese amico di Israele, ma la sua è una ideologia di estrema sinistra, dalemiana nel vero senso della parola. Speriamo quindi che l’ottimismo che si respira in Israele sulla sua nomina venga ripagato con i fatti, ma francamente ne dubitiamo moltissimo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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