Gerusalemme, da millenni capitale di Israele, è diventata lo specchio di quello che il mondo si deve aspettare dall’universo musulmano che progressivamente si sta appropriando delle storie altrui, delle capitali altrui, dei luoghi santi altrui.

Guardate bene a quello che sta avvenendo e che avverrà prossimamente a Gerusalemme, guardate come la prepotenza islamica rifiuti quello che in qualsiasi altro posto del mondo – dal Vaticano alla Mecca – è la normalità, cioè i controlli di sicurezza antiterrorismo, affermando che «nessuno ha il diritto di controllare i fedeli musulmani». Guardate come un luogo conquistato e sottratto dall’Islam ad altre culture e ad altre religioni, sebbene non abbia nulla a che vedere con il Corano dove non viene nemmeno mai menzionato, diventi per i musulmani un luogo intoccabile e santo solo perché lo dicono loro e non certo la storia. Guardate cosa è successo alle altre religioni dove l’Islam è attecchito e ha preso il sopravvento, a partire proprio dal Medio Oriente e dalla cosiddetta “Palestina”. Non serve molta fantasia per immaginare cosa ci aspetta in un futuro prossimo se permetteremo alla “religione di pace” di prendere il sopravvento anche in occidente.

Israele su Gerusalemme non sta combattendo una battaglia solo per se stesso e per la sua legittima e storica capitale, la sta combattendo per tutto il mondo libero. Sta combattendo una battaglia per riaffermare che la storia non si inventa e non si riscrive con ridicole risoluzioni UNESCO. Sta combattendo una battaglia contro la prepotenza islamica che pretende di appropriarsi di luoghi santi non suoi e di dettare le condizioni su come un legittimo Governo ne debba garantire la sicurezza.

Come ebbi modo di ricordare in un’altra occasione, Ugo La Malfa diceva profeticamente che «la libertà dell’occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme». Quelle parole oggi, alla vigilia della “giornata della rabbia” indetta da tutti i gruppi terroristici palestinesi per protestare contro le misure di sicurezza applicate da Israele sul Monte del Tempio, devono risuonare sinistre nelle nostre orecchie che troppo spesso rimangono sorde ai segnali che l’Islam ci manda. Quelle parole ci devono ricordare come la battaglia che Israele sta combattendo per Gerusalemme sia anche una nostra battaglia, un battaglia di civiltà contro l’oscurantismo islamico che lentamente ma inesorabilmente si appropria e cancella millenni di storia e di cultura.

Non sappiamo cosa succederà nelle prossime ore a Gerusalemme, non sappiamo né quanto né quando la rabbia islamica si scatenerà, sappiamo però che la battaglia per Gerusalemme deciderà anche del futuro dell’occidente, anche se proprio in occidente non sembrano interessarsene più di tanto… per ora.

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Il mondo guardi cosa succede a Gerusalemme, vedrà il suo futuro

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