Il mondo islamico è in crisi? La colpa è di Israele. Come unire i musulmani di tutto il mondo

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La crisi in corso nel mondo islamico ha radici negli Stati Uniti ma è il frutto dell’influenza che Israele ha sugli USA. Questo in sostanza è l’assurdo discorso fatto dal Segretario Generale della Conferenza Internazionale sulla Intifada palestinese ed ex vice ministro degli esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ripreso dalle agenzie iraniane.

«I supporter della Palestina dovrebbero dichiarare a gran voce la loro opposizione a qualsiasi normalizzazione dei rapporti tra alcuni paese arabi tra cui l’Arabia Saudita e il regime sionista» ha detto Hossein Amir-Abdollahian durante la presentazione della cosiddetta “giornata di Al Quds” che ogni anno si tiene in Iran a supporto della cosiddetta “causa palestinese”. «I musulmani non dovrebbero permettere ai sionisti di usare le terre sante de la Mecca e di Medina come un rifugio sicuro» ha poi aggiunto l’ex vice Ministro degli Esteri iraniano. «Il piano degli Stati Uniti di trasferire l’ambasciata nella città santa di Al Quds è un errore strategico che si tradurrà in una nuova intifada palestinese» ha continuato Hossein Amir-Abdollahian prima di affermare che «l’unico modo di contrastare le sedizioni sioniste è di resistere fino alla completa liberazione delle terre palestinesi» dove per “liberazione delle terre palestinesi” si intende la completa cancellazione dello Stato Ebraico.

Secondo la teoria di Hossein Amir-Abdollahian Israele avrebbe lavorato per dividere il mondo islamico e accentuare le divisioni tra sunniti e sciiti in modo da trarne un vantaggio strategico ottenendo una normalizzazione dei rapporti con i paesi arabi. Peccato che sunniti e sciiti si odino e si massacrino da secoli e che Israele in tutto questo proprio non c’entra nulla. Solo che Israele è l’unico argomento che riesce magicamente a riunire tutti i tagliagole del mondo e paradossalmente invece di dividere il mondo islamico, come afferma il politico iraniano, lo unisce nel sogno della distruzione dello Stato Ebraico. Gli stessi tasti su cui fa leva il discorso di Hossein Amir-Abdollahian ne sono la prova: distruzione di Israele, riconquista della città santa di Al Quds (Gerusalemme), sionisti che controllano il mondo e in particolare gli Stati Uniti, i poveri palestinesi, sono tutti argomenti che mirano a unire il mondo islamico che si ritrova proprio in questi obiettivi.

Oggi in Iran si svolge come ogni anno il “Quds day” (i persiani usano il termine “Quds” per definire Gerusalemme mentre gli arabi la chiamano “Al Quds”), una giornata dove l’odio per Israele tocca i sui picchi più elevati, picchi molto spesso condivisi anche dagli “angeli della pace” palestinesi che ogni anno inviano folte delegazioni in Iran per parlare di come distruggere Israele, gli stessi che poi ritroviamo a cianciare di pace in giro per i salotti europei.

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