Movimento 5 Stelle, dottor Jekyll e mr. Hyde

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Ieri sera il deputato grillino Manlio Di Stefano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una lettera indirizzata a quelli che lui definisce “amici della comunità ebraica” nella quale cerca di spiegare il suo punto di vista sulla questione medio-orientale, le ragioni del suo recente viaggio nei territori contesi, promette una visita in Israele (ma perché, dov’era stato?) e soprattutto dice che né lui né il Movimento 5 Stelle sono antisionisti.

Bene, bravo, bis, applausi a scena aperta. Peccato che la mossa assomigli tanto a un tardivo ripensamento in merito a quanto detto ancora pochi giorni fa (Gerusalemme in Palestina, critiche feroci al muro difensivo e ai checkpoint, accuse a Israele di violare i Diritti Umani ecc. ecc.) e che quanto scritto in quella nota faccia a cazzotti con la linea più volte evidenziata dal Movimento 5 Stelle, a partire dal vertice, Grillo, fino all’ultimo sconosciuto deputato.

Vogliamo parlare di quello che ha detto il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, sin qui noto alle cronache solo per aver detto da Santoro che gli americani inseriscono a tutti un microchip nel cervello?  Non è forse lui ad aver dichiarato pochi giorni fa che il sionismo è una piaga e di essersi chiaramente dichiarato antisionista? Che dire poi di quanto scritto dalla deputata grillina Federica Daga sul suo profilo Facebook dove arriva addirittura a dire che la Morgantini è candidata al Premio Nobel per la Pace? Il Nobel per la pace alla Morgantini? Il massimo dell’antisionismo. E senza andare tanto lontano, vogliamo parlare dell’amore che nutre Grillo verso gli Ayatollah iraniani? E delle sue dichiarazioni su Israele? Per non parlare delle varie farneticazioni che si trovano sui profili Facebook dei grillini.

Ora le cose sono due: o il Movimento 5 Stelle ha due personalità come il dottor Jekyll e il suo alter ego  mr. Hyde, oppure il sistema di comunicazione all’interno del Movimento 5 Stelle fa schifo. Come ci si può dichiarare antisionisti – come a fatto Manlio Di Stefano a nome del Movimento 5 Stelle – e allo stesso tempo comportarsi in quel modo e riempire il web di dichiarazioni diametralmente opposte?

La cosa francamente ci lascia un po’ perplessi. Abbiamo l’impressione di trovarci di fronte all’ennesimo caso di finto amico di Israele che, con il fatto di dichiarasi appunto amico, non perde occasioni di attaccare lo Stato ebraico grazie all’equazione amico=diritto di critica. E’ come quello che fingendosi amico di Israele (se non addirittura ebreo) dopo aver premesso che “lui ama Israele” si lancia in pesanti accuse volte però, attenzione, a fare (secondo lui) il bene dello Stato Ebraico quando invece sono veri e propri attacchi antisemiti. Di persone così ne è pieno il mondo, gente che si nasconde dietro al suo presunto e falso amore per Israele per poter meglio esprimer, nascondendolo, il proprio antisemitismo.

Ecco, la nostra impressione è questa, quella cioè che quel comunicato serva in effetti a “pararsi il culo” e a giustificare attacchi contro Israele, che sono cosa diversa da una legittima critica fatta da un amico genuino. A meno che veramente il Movimento 5 Stelle non sia una sorta di dottor Jekyll e mr. Hyde. Lo vedremo molto preso, ne siamo convinti.

Noemi Cabitza

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