Nakba day: previste altre violenze. La mano di Teheran dietro alle manifestazioni

Dopo le violenze palestinesi di ieri che hanno provocato la morte di diversi manifestanti arabi (i numeri variano a seconda delle fonti), per oggi l’IDF ha fatto sapere che si attendono ulteriori manifestazioni di protesta e per questo i confini con la West Bank rimangono completamente chiusi.

Ieri si sono registrati diversi tentativi da parte palestinese di oltrepassare i confini di Israele. L’esercito israeliano ha dovuto aprire il fuoco nel Golan dove non si esclude che alcuni arabi siano riusciti a infiltrarsi nonostante il massiccio dispiegamento di forze. Stessa situazione al confine con il Libano dove gruppi di arabi hanno cercato di raggiungere i villaggi israeliani lungo il confine. La sicurezza interna israeliana è in situazione di massima allerta mentre gli abitanti dei villaggi di frontiera sono invitati alla massima prudenza.

Intanto l’IDF lancia l’ennesimo allarme. Secondo quanto si apprende da fonti di intelligence israeliana per questa settimana sarebbero previste alcune manifestazioni ad alto rischio. Nel Golan si attendono 10.000 palestinesi che, come ieri, tenterebbero di oltrepassare il confine. Stessa situazione lungo il confine con Gaza dove gli arabi cercheranno di marciare verso il Negev mentre dalla Giordania si cercherà di raggiungere la Valle del Giordano.

Il portavoce dell’IDF ieri ha detto che “su queste manifestazioni si distinguono con chiarezza le impronte digitali di Teheran”. L’obbiettivo secondo l’ufficiale israeliano sarebbe quello di scatenare la terza intifada e di provocare tra i palestinesi più vittime possibili (martiri) in modo da poter accusare Israele di violenza, cosa che per i fatti di ieri è puntualmente avvenuta.

Secondo Protocollo Israel

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