Nani all’attacco: dai baciamano alle bombe

Chi lo avrebbe mai detto che Berlusconi, noto in tutto il mondo per il famoso baciamano a Gheddafi, a distanza di pochi mesi avrebbe mandato i bombardieri italiani a buttare bombe sulla testa dell’amico nonché inventore del famosissimo bunga bunga? Di certo nessuno.

Eppure ieri il Premier italiano ha annunciato in pompa magna che da oggi l’Italia manderà i suoi bombardieri a bombardare la Libia. Non lo ha fatto dal famoso balcone di Piazza Venezia come faceva il duce, ma sono sicura che lo avrebbe fatto volentieri. Pazienza, lo farà la prossima volta, magari per annunciare che invaderemo la Somalia.

Fatto sta che il Duce, pardon Berlusconi, assomiglia sempre più ad un nano politico (senza offesa per i nani e senza alcun riferimento alla sua statura), uno che dimostra di non avere alcuna coerenza in politica estera, uno che bacia la mano di un assassino e pochi mesi dopo lo bombarda. Chissà cosa staranno pensando Afewerki, Putin, Lukashenko e compagnia bella. Sentiranno già i Tornado italiani svolazzargli sulla testa (a parte Putin che non ha certo paura e ha comunque ii missili contraerei oltre che la Gazprom).

Come lo avrà convinto Obama a mettere a disposizione i caccia italiani alla causa anti-Gheddafi? Non lo sappiamo e francamente non ci interessa. Quello che invece è interessante è capire quale logica politica ci sia nel comportamento del rais italiano. Onestamente ci rendiamo conto che parlare di “logica politica” quando si parla di Berlusconi è assai difficile. Berlusconi non fa politica, fa solo i suoi interessi. Quindi, dietro a questa decisione ci devono essere degli interessi non da poco. Garanzie per l’Eni? Forse. Contratti per Finmeccanica? Possibile. Un elogio pubblico della “statura internazionale” del rais italiano da parte dell’amministrazione americana? Ancora più possibile in un momento in cui il “nanismo politico” affligge particolarmente il piccolo rais di Arcore.

Intanto oggi il nano di Arcore incontra il nano di Parigi per decidere come fare a gestire 25.000 profughi (si, 25.000 e non mezzo milione) e come fare a cambiare le regole europee. Eolo (Berlusconi, per tutte le arie che si da) e Gongolo (Sarkozy) si vedranno e, c’è da giuraci, si inventeranno qualcosa di populista per salire agli onori delle cronache come se invece che nani fossero dei grandi statisti. Vedrete che sorpresona ci faranno.

Bianca B.

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