Napolitano santo subito

Ha colpito nel segno ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,ormai  l’ultimo baluardo di dignità politica di questo Paese, quando ha letteralmente schiaffeggiato le allucinazioni leghiste (o le distrazioni di massa per coprire le loro gravi colpe) in merito ad una eventuale secessione.

«La Padania non esiste» ha detto Napolitano aggiunge poi che «parlare di secessione è grottesco». Parole sacrosante che però hanno scatenato un putiferio nelle Lega Nord e in alcuni media vicini al Premeir, come Libero e Il Giornale che questa mattina titolano “Napolitano arresta Bossi” (Libero) e “Napolitano contro il carroccio” (edizione online de Il Giornale dato che non è possibile nel momento in cui scrivo avere la prima pagina del Giornale e di certo non lo compro). La Padania invece scrive con enfasi” Io esisto e sono padano” non si sa bene riferito a chi dato che la Lega rappresenta solo una minoranza degli abitanti del nord.

Quello che però stupisce maggiormente è il silenzio del PDL in merito alle scomposte reazioni degli esponenti leghisti, non ultimo quel Matteo Salvini che ha fatto dell’arroganza il suo mezzo principale di interlocuzione salvo quando c’è da difendere qualche imputato per mafia.  Allora se ne sta zitto e il suo essere “padano” se ne va a farsi friggere.

In ogni caso il Presidente Napolitano ha detto quello che avrebbe dovuto dire il premier o addirittura il Ministro degli Interni, Maroni, leghista pure lui ma con una responsabilità di Governo che dovrebbe andare oltre lo schieramento politico, cioè che con l’attuale Costituzione è un reato gravissimo parlare o addirittura promuovere la secessione.

Napolitano, da vecchio uomo politico qual è, ha capito che probabilmente le dichiarazioni leghiste sono solo fumo negli occhi per quattro gatti che vivono in mezzo alle montagne dette per nascondere tutte le porcate fatte dalla “Lega di Governo” detta anche “Lega Romana”. Ecco perché ha parlato della differenza che c’è tra “parlare” e “agire”. Però ha fatto bene ad ammonire che nel caso si pensasse di “agire” scatterebbero le manette perché è esattamente quello che avverrebbe.

Insomma, grande merito al Presidente Napolitano, ultimo baluardo tra il regime e la democrazia, tra l’anarchia e lo Stato, uomo saggio che meriterebbe di essere maggiormente ascoltato e, mi si consenta, di avere anche qualche potere in più.

Carlotta Visentin

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