Navi americane di fronte alla Siria. Hezbollah riposiziona i missili

Gli Sati Uniti hanno spostato una flotta da guerra di fronte alle coste della Siria. La formazione navale è composta dalla nave anfibia USS Bataan con a bordo 2000 marines, 6 aerei, 15 elicotteri d’assalto e 27 aviogetti da sbarco. La affiancano l’incrociatore lanciamissili USS Monterrey e altre unità di stanza nel Mediterraneo.

Immedita la reazione degli Hezbollha libanesi che hanno schierato lungo le coste libanesi diverse batterie di missili antinave e alcune postazioni antiaree con l’intenzione di costituire una prima linea di difesa al regime siriano.

La mossa americana, non ancora ufficiale, è volta sicuramente a fare pressione sul regime di Damasco affinché interrompa la durissima repressione contro la popolazione civile, una repressione che fino ad oggi ha fatto migliaia di morti e decine di migliaia di feriti oltre che a scatenare una ondata di profughi verso la Turchia.

Fonti di intelligence americana sostengono comunque che difficilmente la squadra navale passerà all’attacco senza avere il placet delle Nazioni Unite, cosa assai improbabile dato che Russia e Cina continuano ad apporre il veto su qualsiasi risoluzione che riguarda la Siria. Contrario anche il premier turco Tayyep Erdogan nonostante proprio lui qualche giorno fa non aveva escluso l’opzione militare per convincere il Governo siriano ad interrompere la repressione contro i civili.

Questa è la prima fase di una nuova politica americana verso la Siria, una politica che solo fino a qualche giorno fa continuava ad essere immobile per paura di rovinare le neo-restaurate relazioni con Damasco. Ma la forte pressione esercitata dai movimenti interni e i filmati riusciti a sfuggire alla censura siriana che dimostrano le incredibili violenze contro la popolazione perpetrate dai militari siriani, hanno convinto il Presidente Obama a fare qualcosa.

Secondo Protocollo Israel

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