Negazionismo: il M5S mostra il suo vero volto

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Parliamoci chiaro, non potevamo pensare che il partito di proprietà di Beppe Grillo, grande estimatore di Ahmadinejad, potesse votare una legge che punisce il negazionismo senza battere ciglio. Andrebbe contro i suoi veri ideali e contro alcuni illustri iscritti al M5S che hanno fatto del negazionismo e dell’antisemitismo la loro bandiera.

E così mentre il Presidente del Senato, Piero Grasso, con la volontà di accelerare una legge sacrosanta e che mancava all’Italia per essere veramente un Paese civile, proponeva di dare l’OK alla legge direttamente in Commissione Giustizia, i senatori del Movimento 5 Stelle e l’unico socialista presenti in Commissione Giustizia si mettono di traverso e respingono la richiesta di Grasso imponendo così la calendarizzazione della proposta di legge, il che vuol dire che la proposta di legge dovrà fare tutto l’iter parlamentare che tradotto in soldoni significa mesi e mesi di discussioni e di distinguo, come se su una cosa del genere si potessero fare dei distinguo.

Naturalmente il distinguo del M5S arriva proprio mentre filtra il “testamento politico” di quel porco assassino di Erich Priebke che, guarda caso, nega  anche in maniera postuma l’olocausto ebraico e fornisce ai negazionisti un documento da sventolare per perorare la loro vergognosa causa e, sempre per “puro caso”, nel giorno in cui si ricorda il rastrellamento del ghetto ebraico di Roma. Quanti casi in questa vergognosa faccenda!!!

Però noi non crediamo al caso o quantomeno non crediamo alla successione di casi e francamente la cosa non ci stupisce più di tanto per le ragioni espresse sopra. E siccome ormai tutti sappiamo che senatori e deputati del M5S non possono fare niente senza l’assenso del Fuhrer Grillo, è logico pensare che l’ordine di bloccare la legge sul negazionismo sia giunto ai senatori pentastellati (Paola Taverna, Enrico Cappelletti, Mario Giarrusso e Maurizio Buccarella più il socialista Enrico Buemi) direttamente da Berlino, pardon ,da Genova, dove ha sede il Reichstag grillino.

Naturalmente adesso assisteremo alla solita pantomima sulla “libertà di pensiero e di opinione” che i negazionisti sventolano in occasione delle loro infami uscite, alle solite dichiarazioni di circostanza del tipo di quella della capogruppo del M5S, Paola Taverna, che si è detta favorevole alla legge sul negazionismo ma che andava discussa in Senato, così, giusto per rivedere qualcosa e magari “migliorarla”.

Che tristezza vedere dopo oltre 70 anni un partito politico populista e nazionalsocialista mascherato da partito popolare e democratico (ricordate il motto “uno vale uno” mai messo in pratica?) che torna in un Parlamento democratico, con tutte le sue pecche (e che pecche), ma ancora democratico.

Bianca B.

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