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Nell’Iran del “moderato” Rouhani chi parla di Diritti viene arrestato. Chi lo dice alla Mogherini?

Nell’Iran del “moderato” Rouhani chi si azzarda a parlare di Diritti viene immediatamente arrestato dalle Guardie della Rivoluzione. L’ultimo in ordine di tempo è il poeta e cantautore Yaghma Golrouee, arrestato per aver prodotto un video nel quale condanna il trattamento riservato alle donne in Iran.

L’arresto di Yaghma Golrouee risale a lunedì scorso dopo che le Guardie della Rivoluzione iraniana avevano oscurato il video (che potete vedere sopra) e avevano provveduto a una perquisizione in casa del poeta rinvenendo, sembra, scritti di protesta contro il regime e a favore dei Diritti delle donne in Iran, un fatto gravissimo in Iran che comporta l’arresto. La moglie di Yaghma Golrouee ha fatto sapere attraverso Instagram che da allora non si sa più nulla del poeta e che non è stata formalizzata alcuna accusa nei suoi confronti.

Yaghma Golrouee è solo l’ultimo di una lunga serie di arresti di attivisti per i Diritti Umani, blogger, giornalisti o semplici studenti. Secondo la dissidenza iraniana da quanto è salito al potere Hassan Rouhani si comporta peggio dei suoi predecessori nonostante in campagna elettorale aveva promesso riforme e maggiori Diritti, promesse che lo avevano fatto definire un “moderato” dai politici e da diversi media occidentali. Ma alla luce dei fatti che stanno avvenendo in Iran (esecuzioni e arresti) Hassan Rouhani si è dimostrato tutto fuorché un moderato. E qualcuno lo dovrebbe dire a Federica Mogherini che si ostina a considerare Rouhani non solo un moderato ma anche un interlocutore affidabile per le difficili questioni mediorientali.

Scritto da Simona S.

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