Nigeria: le bestie islamiche rispondono all’appello del Papa

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«E’ stato un attacco bestiale e barbaro contro persone inermi che avevano l’unica colpa di non essere musulmane e di essere in un luogo di culto non musulmano a pregare il loro Dio». Usa queste parole il giovane prete cattolico di un villaggio vicino a Peri, in Nigeria dove la sera della vigilia id Natale un commando islamico ha ucciso almeno cinque persone e dato alle fiamma la chiesa dove stavano partecipando alla messa.

Il giovane sacerdote non ha mai pronunciato la parola “cristiani” ma ha sottolineato “non musulmani” perché l’odio islamico non è rivolto solo ai cristiani ma a tutti coloro che non sono musulmani. In Nigeria è concentrato contro i cristiani solo perché è la religione più diffusa (insieme all’islam) ma se fossero stati buddisti o di un’altra religione avrebbero subito la stessa sorte.

E’ tipico degli islamici attaccare persone inermi mentre stanno pregando in chiesa ed è ormai anche una crudele tradizione natalizia in Nigeria. Lo scorso anno il giorno di Natale fecero un massacro inaudito. Quest’anno i morti sono solo cinque ma il gesto rimane ed è un gesto da bestie.

Il giorno della vigilia di Natale Papa Benedetto XVI aveva lanciato un appello (l’ennesimo) alla pace religiosa, alla fine delle diatribe culti religiosi. La risposta al suo appello è l’ennesimo massacro di cristiani in Nigeria.

Non ci stancheremo mai di dire che è arrivato il momento di affrontare con coerente realismo il problema islamico. Non ci può essere convivenza con una religione che predica l’annientamento o l’assimilazione delle altre fedi. Inutile lanciare appelli, inutile cercare il dialogo con chi ha in testa l’annientamento delle altre fedi. O ci si arrende (impensabile) oppure si combattono. Una terza via non c’è.

Claudia Colombo

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