Non avrei voluto parlare dell’ultima stupidaggine dell’UNESCO (anche se ci sarebbe da parlare di “ultime” stupidaggini, al plurale) ma mi serve per riallacciarmi a una tematica più vasta e complessa, quella di un ONU palesemente in mano ai paesi islamici che non esita a cambiare la storia per fare gli interessi della cosiddetta “religione di pace”.

Tempo fa facemmo notare come per il 2017 alle Nazioni Unite si profilavano una serie di eventi che sfioravamo il ridicolo. Non lo facemmo per mettere in ridicolo le Nazioni Unite (un po’ anche per quello) ma lo facemmo soprattutto per evidenziare come ormai l’ONU fosse praticamente in mano ai peggiori regimi islamici e che se si dovesse disgraziatamente fare affidamento sulle Nazioni Unite per ottenere anche un solo briciolo di giustizia legata al Diritto Internazionale non ci sarebbe stato scampo.

Non è una cosa da nulla perché l’ONU è, o dovrebbe essere, l’organismo internazionale per eccellenza di tutela del Diritto Internazionale, un Diritto Internazionale che si basa su precisi cardini tra i quali vi è il principio di soggettività che riguarda gli Stati e che a sua volta si basa su tre punti fondamentali che sono:

  • avere un popolo: gli Stati devono esercitare il loro controllo su di una popolazione stanziata in un dato territorio e con una propria coscienza politica senza la necessità che risultino omogenei aspetti quali la cultura, la religione, ecc.
  • avere un territorio: gli Stati devono esercitare il loro controllo su di uno specifico territorio, non è tuttavia importante che i confini di questo territorio siano esattamente delineati ma è essenziale poter riconosce un nucleo territoriale nel quale gli stati abbiano un reale controllo.
  • avere sovranità reale sul territorio e sul popolo

Ora, la recente delibera dell’UNESCO su Hebron, come quelle precedenti su Gerusalemme, saltano a piè pari il Diritto Internazionale, o meglio, lo aggirano al solo scopo di creare dal nulla un popolo che non c’è, un territorio che non c’è e un controllo su popolo e territorio che non c’è. Insomma, alle Nazioni Unite e nelle sue tante (troppe) agenzie come lo è appunto l’UNESCO, si sta cercando di legittimare la causa palestinese e di dare legittimità internazionale a una entità storicamente mai esistita. E per farlo cosa si fa? Si riscrive la storia e si legittima questa riscrittura attraverso l’egida delle Nazioni Unite conferita proprio dall’UNESCO.

Se ci pensate un attimo è qualcosa di diabolico che solo la contorta mente araba e islamica poteva concepire, abituata e autorizzata com’è a mentire pur di raggiungere il suo obiettivo che è quello di diffondere l’islam a livello globale.

Oggi questa riscrittura della storia colpisce lo Stato di Israele ma domani potrebbe colpire qualsiasi Stato al mondo e visto che le maggiori commissioni a tutela dei Diritti Umani alle Nazioni Unite sono in mano ai peggiori regimi islamici, questa sistematica riscrittura della storia sta già colpendo anche le altre democrazie mondiali. L’uomo della strada non ci fa caso impegnato com’è a star dietro alle proprie beghe o alla politica nazionale, ma è così già da un po’ di tempo.

Quanto sancito dall’UNESCO su Hebron e su Gerusalemme, che l’ambasciatrice americana all’ONU ha definito «un affronto alla storia», è un esempio che la comunità internazionale e le democrazie occidentali dovrebbero tenere bene a mente perché è l’antipasto di quello che succederà a loro se lasceranno che questa tattica assurda e antistorica continui senza che nessuno vi si opponga. Inutile dire che si vogliono combattere le cosiddette “fake news” se poi si tace di fronte alla madre di tutte le fake news.

Ci stiamo piegando alle menzogne arabe e islamiche, come se ci fossimo arresi al fatto di avere un futuro islamico. Lasciare le Nazioni Unite in mano ai peggiori regimi islamici del mondo, tacere di fronte a quanto sta accadendo a Israele è una ammissione di resa senza precedenti. Lasciare che la storia venga riscritta senza obiettare è un segnale che l’islam non può che interpretare come un segno di debolezza delle democrazie mondiali. E statene certi che ne approfitteranno.

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