Nucleare Iran: il non senso di Obama

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Obama vuole un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare entro oggi o al massimo entro la fine della settimana. Non sono servite le obiezioni di Israele, ribadite dalla Francia e dalla maggioranza dei senatori americani, a fargli cambiare idea. Anzi, il pensiero di Obama assomiglia sempre più a un “non senso”.

Ieri, infatti, il Presidente Obama intervenendo al Forum del Wall Street Journal ha ribadito che se la comunità internazionale non accetterà l’accordo proposto da Teheran il programma nucleare iraniano andrà avanti e gli iraniani si avvicineranno alla bomba. E’ un controsenso assurdo. In sostanza Obama sostiene che accettando l’accordo offerto dagli iraniani, l’Iran arriverà alla bomba tra qualche mese, mentre se non si accetterà l’accordo ci arriverà subito. Solo qualche mese fa sosteneva che non avrebbe mai permesso all’Iran di avere la bomba.

La stessa cosa è stata ribadita dal portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, il quale ha affermato che «il Presidente Obama ha sottolineato che in assenza di un accordo l’Iran continuerà a fare progressi sul suo programma nucleare aumentando la sua capacità di arricchimento con l’installazione di centrifughe di nuova generazione e facendo progressi anche sul versante del plutonio». Insomma, o la si da vinta agli iraniani oppure loro andranno avanti molto in fretta.

In tutto  questo è utile notare come sia completamente sparita dall’orizzonte di Obama l’opzione militare, ammesso che ci si amai stata, per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Intendiamoci, nessuno ha mai creduto che il più codardo Presidente americano che la storia ricordi avrebbe usato la forza per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari. L’esempio siriano e li a ricordarci di che pasta (frolla) è fatto Barack Obama. Ma che Obama facesse una marcia indietro così plateale nemmeno i suoi critici più feroci se lo aspettavano. Come si può pretendere che gli iraniani abbiano timore di questo burattino?

Adrian Niscemi

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