Nucleare Iran: svelato il bluff di Obama (report)

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Dai continui rinvii a cui stiamo assistendo nelle trattative tra il gruppo dei 5+1 e Iran sulla vicenda del nucleare iraniano si possono dedurre alcune cose, certo, deduzioni non certezze, ma che a un occhio attento e non prevenuto possono dirci dove sono le difficoltà che stanno incontrano i negoziatori nel concludere un accordo che può incidere molto nei futuri assetti del Medio Oriente.

La prima cosa che salta all’occhio è l’opposizione della Francia su alcuni punti di fondamentale importanza, punti sui quali presumibilmente Iran e Stati Uniti avevano già raggiunto un accordo che però è stato bloccato proprio dalla ferma resistenza francese. Tra questi punti c’è sicuramente quello del numero delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. Secondo le indiscrezioni trapelate l’accordo tra USA e Iran prevedeva di fissare il numero di centrifughe dalle attuali 19.000 a 6.000. Obama voleva vendere questa significativa riduzione del numero di centrifughe come una grande vittoria della sua amministrazione. Peccato però che i francesi, che un tantino di nucleare se ne intendono, non sono caduti nel tranello della premiata ditta Obama/Rouhani. Il punto sono le nuove centrifughe IR-2M nella loro nuova evoluzione, in grado di lavorare tra le 10 e le 15 volte più velocemente delle vecchie centrifughe. Ed è questa loro capacità a non ingannare i francesi. Infatti è inutile ridurre il numero delle centrifughe quando a essere tolte dalla linea sono solo le vecchie centrifughe mentre anche in questi giorni in Iran si installano le nuove IR-2M. La mossa è furba perché da l’impressione che in Iran si riduca sensibilmente la capacità di arricchire l’uranio quando invece è vero l’esatto contrario. Infatti 6.000 IR-2M valgono almeno 40.000 centrifughe di vecchia generazione (a essere ottimisti). Chiaro quindi perché i francesi non ci stiano a passare da fessi.

Il secondo punto su cui i francesi si sono impuntati è quello che riguarda le sanzioni. Il patto scellerato tra Obama e gli Ayatollah prevede che le sanzioni vengano tolte immediatamente dopo il raggiungimento dell’accordo con i 5+1. La Francia vuole invece che prima di togliere le sanzioni l’Iran dimostri che sta attuando quanto stabilito dagli accordi e vorrebbe che, nel caso in cui l’Iran violi gli accordi, le sanzioni vengano immediatamente ripristinate senza passare dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu dove, specialmente la Russia, potrebbe imporre il veto. Questo punto, insieme a quello delle centrifughe, ha scombussolato tutti i piani della premiata ditta Obama/Rouhani e sostanzialmente bloccato le trattative.

Un altro punto sul quale i francesi sembrano irremovibili è quello dei controlli della AIEA. I francesi vorrebbero controlli a sorpresa senza preavviso e in qualsiasi struttura iraniana, gli iraniani invece vogliono essere avvisati prima e non vogliono concedere l’accesso a tutti i siti.

Fermo restando che le obiezioni francesi sembrano del tutto ragionevoli, stupisce come il resto del gruppo dei 5+1 sia invece favorevole a un accordo come quello raggiunto tra Obama e gli Ayatollah. Passi la felicità della Russia e in parte della Cina, passi che Onu e Unione Europea stiano zitti (lo hanno sempre fatto) ma che anche Gran Bretagna e Germania siano disposti a firmare questo pessimo accordo lascia parecchio perplessi. Si ha l’impressione che l’amministrazione Obama abbia fatto non poche pressioni su Londra e Berlino.

Per inciso, noi riteniamo che alla fine anche la Francia cederà e che firmerà questo accordo suicida, ma almeno i francesi non sono passati da fessi come il resto del mondo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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