Nucleare iraniano: accordo raggiunto. Israele furioso

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Alle tre di questa notte è stato firmato l’accordo tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran sul programma nucleare iraniano, un accordo raggiunto dopo giorni di febbrili trattative e che sbloccherà buona parte delle sanzioni imposte agli Ayatollah in cambio di promesse che per il momento sono suolo sulla carta.

Cosa prevede l’accordo raggiunto

L’Iran ha ottenuto di poter continuare l’arricchimento dell’uranio ma non oltre la soglia del 5%, ha accettato di bloccare l’installazione di nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, di consegnare le sue scorte di uranio arricchito al 25% in modo che possano essere convertite in combustibile, ha accettato di bloccare la costruzione del reattore ad acqua pesante di Arak. Tuttavia non è chiaro se l’Iran accetterà di dare campo libero agli ispettori della AIEA per controlli a sorpresa e in qualsiasi luogo, comprese le basi militari, come aveva chiesto la Francia per conto di Israele. Anzi, nell’accordo non sembra esserci traccia di questa clausola importantissima per verificare la buona fede iraniana. Ma lo diciamo con il beneficio del dubbio perché il testo completo nel momento in cui scriviamo non è ancora a disposizione. In cambio le potenze occidentali si sono impegnate a togliere buona parte delle sanzioni imposte all’Iran in campo petrolifero, diplomatico e in altri campi. Oltre a questo verranno immediatamente scongelati 4,2 miliardi di dollari frutto delle esportazioni di petrolio iraniano che al momento erano congelati in conti correnti di banche estere.

Le reazioni internazionali

Grande soddisfazione è stata espressa da tutti gli attori dell’accordo. Il Segretario di Stato americano John Kerry ha parlato di “accordo storico”. Entusiastica la reazione della Cina che potrà di nuovo avere accesso al petrolio iraniano senza tanti sotterfugi. Entusiasta Catherine Ashton. Reazioni meno entusiastiche arrivano dai Paesi arabi che vedranno il mercato nuovamente inondato del petrolio iraniano oltre ad avere il sospetto che comunque il programma nucleare iraniano proseguirà segretamente.

Le reazioni in Israele

Letteralmente furiose le reazioni in Israele. Il Premier, Benjamin Netanyahu, ha parlato di “accordo pessimo” e di “trabocchetto iraniano”. Il Ministro dell’Intelligence, Yuval Steinitz, responsabile del controllo del programma nucleare iraniano, ha detto che “non c’è alcun motivo per cui il mondo debba festeggiare questo pessimo accordo”. Netanyahu, che come ogni domenica terrà il settimanale consiglio dei Ministri, ha cambiato la scaletta degli argomenti mettendo in primo piano la questione del nucleare iraniano e lo studio di una risposta da dare a quello che ritiene essere un “cattivo affare”. In ogni caso ha già detto che “Israele non si sente vincolato a questo accordo”. Si è saputo che nella notte il Presidente americano, Barack Obama, ha telefonato a Netanyahu per informarlo dell’accordo e sembra che la telefonata si stata a dir poco tempestosa.

I dubbi

Prima di tutto sarebbe utile sapere se gli ispettori della AIEA avranno oppure no accesso totale e incondizionato alle strutture del programma nucleare iraniano, comprese le strutture militari. Già in passato proprio Hassan Rohani aveva raggiunto con la comunità internazionale un accordo simile salvo poi proseguire segretamente  la costruzione del reattore di Isfahan. Senza un controllo capillare potrebbe accadere la stessa cosa. Inoltre in Israele sospettano fortemente che il programma nucleare iraniano sia stato “decentrato”. Nessuno ha infatti approfondito il motivo della presenza di ingegneri nucleari iraniani in Corea del Nord. C’è poi da fare un altro ragionamento. Il programma nucleare iraniano è costato fino ad oggi a Teheran decine di miliardi di dollari molti dei quali spesi nella ricerca della miniaturizzazione e della detonazione oltre che dei vettori. Davvero si può pensare che l’Iran rinuncia a tutto questo?

Forse nei prossimi giorni avremo maggiori dettagli su questo accordo sul nucleare iraniano, ma al momento ci sembra solo molto “scintillante” ma con molte zone d’ombra.

Miriam Bolaffi

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