Nucleare iraniano: continua la beffa degli Ayatollah

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Sul nucleare iraniano continua la beffa degli Ayatollah. I colloqui tra Iran e gruppo dei 5+1 riprenderanno ufficialmente venerdì a margine della Assemblea Generale delle Nazioni Unite ma le distanze sono rimaste immutate tra le richieste delle grandi potenze e le pretese iraniane.

Secondo l’ex negoziatore americano, Gary Samore del Belfer Center di Harvard, la mutata condizione internazionale sta favorendo enormemente l’Iran e il suo programma nucleare che sta procedendo verso uno sviluppo di tipo militare e non, come affermano gli Ayatollah, verso un programma civile. I conti sono presto fatti. Secondo Samore, che cita studi della Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) per portare avanti un programma prettamente civile l’Iran avrebbe bisogno di sole 1.000 centrifughe per l’arricchimento dell’uranio e basterebbero le vecchie centrifughe. L’Iran invece attualmente ha in linea almeno 20.000 centrifughe delle quali oltre la metà di ultimissima generazione. Oltre a questo non si sa quante altre centrifughe sono nascoste per esempio in quelle centrali dove non consentito l’accesso agli ispettori della AIEA. E poi c’è la questione delle centrali di Fordo e Arak, la prima pesantemente fortificata (non si capisce perché se il programma è civile) e con forti limitazioni all’ingresso degli ispettori, la seconda che sta per essere ultimata il cui reattore ad acqua pesante sarà in grado di produrre grandi quantità di plutonio, non certo un materiale da “programma civile”.

Le distanze tra le richieste occidentali e quelle iraniane sono immense. Gli iraniani non intendono diminuire il numero delle centrifughe, non vogliono concedere l’ingresso agli ispettori della AIEA nei siti che loro considerano “militari” come quello di Parchin dove si teme che gli Ayatollah stiano testando detonatori nucleari e dove il mese scorso sono riprese le attività. Non intendono chiudere il reattore di Arak come invece chiedono le potenze occidentali. E poi c’è la questione dei missili balistici su cui l’Iran ha eretto un vero e proprio muro di veti e che l’occidente vorrebbe invece mettere sul piatto delle trattative.

Insomma, non ci attende nulla di nuovo né tantomeno di positivo dalla ripresa dei colloqui tra l’Iran e il gruppo dei 5+1. Le posizioni sono le stesse di sei mesi fa mentre Obama ha fatto di tutto per alleggerire le sanzioni all’Iran il che ha permesso agli Ayatollah non solo di calmierare l’opposizione interna ma anche di accelerare la corsa verso la bomba atomica. E la beffa degli Ayatollah continua.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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