Nucleare iraniano: il bluff di Teheran, la complicità della Ashton

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TURKEY IRAN EU NUCLEAR NEGOTIATIONS

Si sono conclusi giovedì scorso i colloqui tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e i rappresentanti del programma nucleare iraniano. I colloqui si sono tenuti a Teheran e, nonostante le diverse dichiarazioni di ottimismo, non hanno portato a niente di nuovo se non all’ennesimo rinvio fissato per il prossimo 16 gennaio.

Gli iraniani sono riusciti a invertire i fattori in campo, cioè non sono più loro che devono dare garanzie alla Comunità Internazionale ma è la stessa Comunità Internazionale che deve dare garanzie all’Iran.

Nello specifico l’Iran, per continuare nei cosiddetti “colloqui”, pretende la fine delle sanzioni, un piano dettagliato delle prossime visite organizzate dagli ispettori AIEA, una cooperazione del tipo “quid pro quo”, cioè noi diamo qualcosa se otteniamo qualcos’altro e, infine, la garanzia che alcuni siti iraniani non verranno controllati dagli ispettori della AIEA.

Ebbene, non ci crederete, ma la rappresentante europea per la politica estera, Catherine Ashton, è riuscita a complimentarsi con il vice direttore della AIEA, Herman Nackaerts, per il modo in cui ha condotto questa tornata di negoziati  e per aver dato alla trattativa con l’Iran “un alone di trasparenza”.

Ammetto che non capisco bene cosa intenda la Ashton con “alone di trasparenza”. Forse intende che finalmente l’Iran è venuta allo scoperto e ammette che non permetterà agli ispettori della AIEA di ispezionare i siti sospetti. Ma più probabilmente il commento della Ashton era di tipo “positivo” dato che la baronessa inglese è sempre stata in prima fila nel permettere a Teheran di guadagnare quel tempo che gli era necessario per arrivare alla bomba. Questa si che è “trasparenza”.

Sarah F.

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