Nucleare iraniano: Khamenei alza il prezzo, ancora

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E adesso il leader supremo iraniano, il grande Ayatollah Ali Khamenei, alza ulteriormente il prezzo che l’Iran vuole incassare per apporre la propria firma sugli accordi sul nucleare iraniano, accordi a cui il Presidente americano, Barack Hussein Obama, tiene particolarmente anche se sono letteralmente devastanti e suicidi.

Ieri il Grande Ayatollah Khamenei ha espresso il suo pensiero imponendo ai negoziatori iraniani la linea da tenere nei prossimi negoziati tra Iran e 5+1 previsti per il prossimo 12 maggio a Vienna. In sostanza Khamenei alza il prezzo pretendendo che le sanzioni contro l’Iran vengano tolte immediatamente senza che però Teheran rinunci all’arricchimento dell’uranio. La comunità internazionale dovrebbe quindi fidarsi delle promesse degli Ayatollah iraniani sul fatto che il loro programma nucleare sia implementato esclusivamente ha finalità pacifiche. «I negoziatori devono rimanere fermi sulle nostre linee rosse e negoziare senza subire minacce e umiliazioni. A cosa serve un negoziato all’ombra delle minacce?» ha detto Khamenei in un discorso rivolto agli insegnanti pubblicato anche sul proprio sito web.

Il grande Ayatollah Khamenei ha l’ultima parola su tutte le questioni iraniane e, detto francamente, quello di ieri sembra un discorso molto bellicoso apparentemente rivolto ai negoziatori iraniani ma indirettamente rivolto al Presidente Obama. Khamenei sostanzialmente dice di essere disposto a trattare e a firmare un accordo, ma alle condizioni iraniane e non a quelle imposte dalla comunità internazionale (o perlomeno a quelle che con un po’ di buonsenso la comunità internazionale dovrebbe imporre).

Ora la comunità internazionale si trova a un vero bivio: o accettare il prezzo iraniano che in poco tempo porterà l’Iran ad avere bombe atomiche, oppure rifiutare la logica dell’interesse economico (che sembra guidare la politica americana) e sbaraccare il tavolo applicando maggiori e più restringenti sanzioni all’Iran. Qualsiasi altro compromesso non sarebbe esauriente né intelligente perché porterebbe all’ennesimo rinvio e quindi a concedere ancora altro tempo agli iraniani che, indubbiamente, sono sulla dirittura di arrivo nella implementazione di un’arma nucleare.

Come andrà a finire?

Francamente siamo molto scettici su come andrà a finire. Abbiamo l’impressione che gli iraniani abbiano capito che per Obama il raggiungimento di un accordo è di fondamentale importanza. Anche un pessimo accordo andrà bene da sbandierare come una vittoria di politica internazionale e potrebbe bastare a togliere le sanzioni all’Iran. In realtà temiamo che dietro alle decisioni di Obama ci siano ben altri interessi che poco hanno a che fare con la pace mondiale e con la sicurezza degli alleati (Israele in primis). Non vorremmo che Obama mettesse il suo futuro “interesse personale” avanti agli interessi mondiali e degli alleati. Ma su questo ci torneremo nei prossimi giorni. Per adesso possiamo solo registrare che l’Iran ha alzato ancora una volta il prezzo per un accordo sul nucleare iraniano e che, per ora, da Washington tutto tace.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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