Finalmente ci siamo. Dopo un lungo cammino verso l’eutanasia oggi l’occidente sancirà il proprio suicidio assistito togliendo le sanzioni all’Iran. Ne danno entusiasticamente notizia John Kerry e Federica Mogherini che oggi a Vienna incontreranno il Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif e con molta probabilità annunceranno l’avvio dell’accordo sul nucleare iraniano, addirittura in anticipo sui tempi.

Manca solo l’approvazione ufficiale dell’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) che però privatamente ha già inviato le sue comunicazioni ai leader mondiali tanto che Kerry e la Mogherini hanno deciso di bruciare i tempi e di anticipare l’incontro con gli iraniani per annunciare che l’Iran ha adempiuto ai suoi obblighi e che quindi tutte le sanzioni contro Teheran verranno rimosse.

Si attendono festeggiamenti nel sud del Libano e a Gaza dove Hezbollah, Hamas e la Jihad Islamica attendevano con trepidazione questo momento per rimpinguare le casse ormai quasi vuote e riempire gli arsenali con i missili iraniani.

Nell’incontro che si terrà oggi a Vienna il numero uno della diplomazia iraniana sarà accompagnato dal capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, il quale spiegherà a Kerry e alla Mogherini che il mondo può (per ora) stare tranquillo e che le attenzioni iraniane sono rivolte solo a Israele. Spiegherà che i missili a lungo raggio che l’Iran sta costruendo sono solo “difensivi” e che anche se possono raggiungere l’Europa trasportando armi atomiche e chimiche non c’è nulla di cui preoccuparsi perché, si sa, gli iraniani sono di parola e non rivolgeranno la loro attenzione all’Europa prima di aver risolto la questione con Israele, che tradotto nel linguaggio iraniano significa aver buttato a mare tutti gli israeliani.

La cosa assai buffa, se non fosse così seria, è che Kerry e la Mogherni sono davvero convinti che l’Iran abbia adempiuto a tutti i suoi obblighi. Naturalmente il fatto che le centrifughe di ultima generazione non siano state rimosse, che si continui a lavorare al reattore ad acqua pesante di Arak (in grado di produrre plutonio) e che gli ispettori della AIEA non possono entrare in ogni sito non sono per loro fatti importanti. Figuriamoci poi se si interessano al programma missilistico iraniano che continua imperterrito a crescere e a testare nuovi missili a lungo raggio in grado di trasportare ordigni atomici. L’importante per loro è annunciare il raggiungimento di un accordo sul nucleare iraniano che sembra più un suicidio che un accordo.

Ricordiamocela questa data, sabato 16 gennaio 2016, perché oggi il mondo civile farà un importante passo verso il suo suicidio, l’eredità politica di Obama.

Scritto da Gabor H. Friedman

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Nucleare iraniano: oggi il giorno del suicidio globale

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