Nucleare iraniano: terrorizzati dagli islamici gli USA mettono in guardia Gerusalemme

Quando si dice il “terrore islamico”. L’amministrazione americana guidata da Barack Hussein Obama teme che gli arabi non la prendano bene se Israele dovesse attaccare le centrali nucleari iraniane e lancia un monito a Gerusalemme: se attaccate l’Iran sono a rischio i trattati di pace con Giordania ed Egitto.

Ma cosa teme la terrorizzata Casa Bianca? In effetti il discorso è un po’ complesso e nemmeno tanto chiaro. Secondo gli analisti americani, viste le ultime proteste del  mondo islamico scaturite dalla pubblicazione di un film giudicato blasfemo e da alcune vignette satiriche sul Profeta Maometto, se Israele dovesse attaccare le centrali nucleari iraniane si potrebbe assistere a veri e propri moti rivoluzionari contro i Governi che hanno concluso un trattato di pace con Israele, cioè Giordania ed Egitto. Perché tutto questo? Secondo i cervelloni di Obama, questo avverrebbe perché il mondo islamico è già in subbuglio e un attacco israeliano alle centrali iraniane verrebbe visto come un ulteriore attacco all’Islam.

Insomma, per farla breve, i cervelloni della Casa Bianca vorrebbero che l’Iran si dotasse di armi nucleari per non fare un torto al mondo islamico. La notizia, diffusa da Al Hayat, arriva curiosamente proprio lo stesso giorno in cui il Direttore del progetto Nucleare Iraniano, Fereydoun Abbasi, ammette candidamente allo stesso giornale arabo che l’Iran ha mentito all’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) con l’obbiettivo di perseguire il suo programma nucleare senza tanti controlli. Una spudorata ammissione che teoricamente (ma solo teoricamente) dovrebbe spingere gli USA a rivedere il loro giudizio sul programma nucleare iraniano e quindi anche la loro politica in merito allo stesso e ad una eventuale azione militare volta a bloccarlo. In realtà i media americani, almeno fino al momento in cui scriviamo questo articolo, hanno completamente trascurato questa notizia per non mettere in imbarazzo il Presidente Obama in piena corsa per un secondo mandato. Perché di imbarazzo Obama ne dovrebbe avere parecchio.

Abbiamo l’impressione che alla Casa Bianca siano letteralmente terrorizzati da questi sommovimenti del mondo islamico tanto da arrivare a teorizzare persino una rivolta contro l’attacco all’Iran nel nome di Maometto. In realtà Giordania ed Egitto, a stragrande maggioranza sunnita, sarebbero insieme ai Paesi del Golfo, i primi beneficiari di un attacco israeliano all’Iran. Certo, è possibile che qualche esaltato spinto più dall’odio verso Israele che da altro, possa scendere in piazza per chiedere l’annullamento del trattato di pace con Israele (cosa che comunque avviene con una certa regolarità), ma da qui a mettere in guardia Gerusalemme per le eventuali drammatiche conseguenze di un attacco all’Iran ce ne passa.

Sarah F.

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