Nucleare iraniano: tutto quello che non vi hanno detto sull’accordo

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Prima di tutto va fatta una premessa indispensabile. Non è affatto vero che l’accordo raggiunto a Ginevra sul nucleare iraniano non piace solo a Israele come la maggior parte dei media vuol far intendere. Quell’accordo non piace nemmeno ai Paesi del Golfo (tutti meno l’Iraq, alleato dell’Iran), non piace alla Turchia, non piace all’Egitto, non piace ai Paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa. Insomma, piace solo all’Europa (per i motivi che spiegheremo), agli Stati Uniti, alla Russia e alla Cina.

In una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stampa Bloomberg, l’Arabia Saudita ha espresso il suo disappunto in merito all’accordo di Ginevra sul nucleare iraniano e lo ha fatto attraverso il principe Alwaleed bin Talal, il quale ha affermato che «è l’Iran il pericolo reale, non Israele» aggiungendo che «tutti i sunniti sono contrari a questo accordo». E il principe Alwaleed bin Talal è andato molto oltre quando ha detto che, in merito ad un attacco israeliano alle centrali atomiche  iraniane, i Paesi Arabi sarebbero ufficialmente contrari ma che «privatamente l’idea ci piace». Pochi giorni fa aveva detto che l’accordo con l’Iran si sarebbe raggiunto perché «Obama è un uomo in una posizione politica disperata e ha bisogno di una vittoria, di qualsiasi vittoria, non importa a quale prezzo».

Intanto l’Europa gioisce per l’accordo sul nucleare iraniano e lo fa per ragioni prettamente economiche. Già i giorni precedenti al raggiungimento dell’accordo, quando era chiaro a tutti che si sarebbe arrivati alla firma, molti big dell’economia europea si erano mossi per riaprire i contatti con l’Iran. Questa mattina le azioni europee volano in borsa mentre scende il prezzo del petrolio. Ma soprattutto volano le azioni britanniche. Sarà per questo che ieri il Ministro degli esteri inglese è arrivato addirittura a minacciare non ben precisate ritorsioni su Israele se a Gerusalemme avessero fatto qualcosa per rovinare l’accordo sul nucleare iraniano. Quindi parliamoci chiaro, a nessuno frega niente della sicurezza del Medio Oriente e in particolare di Israele. Alla base dell’accordo sul nucleare iraniano c’è il vil denaro e nel caso di Obama mere ragioni politiche se non antisioniste.

Ieri Guy Millère su Europe-Israel ripreso da Rights Reporter scriveva:

Obama sa che l’Iran ha già raggiunto il punto di non ritorno in fatto di arma nucleare. E’ cosciente che l’Iran minaccia Israele in modo molto chiaro. Sa anche che l’Iran minaccia l’Arabia Saudita . Sa che l’Iran finanzia e sostiene la maggior parte delle organizzazioni terroristiche islamiche e che, dopo la caduta di Mohamed Morsi, l’Iran tenta nuovi approcci per Hamas. Sa perfettamente che appoggiare la nuclearizzazione dell’Iran crea una situazione assolutamente deleteria in Medio Oriente e assolutamente insopportabile per Israele. E se lui sa tutto ciò, vuol dire che lui questo accordo lo vuole al di sopra di ogni sensata considerazione. Costi quel che costi. Lo vuole così tanto, che ha permesso John Kerry di criticare apertamente le posizioni del governo israeliano sull’accordo firmato. Se le cose si fossero limitate a ciò, già sarebbe molto preoccupante, ma Barack Obama va oltre: sa anche che i negoziati israelo-palestinesi non arriveranno a nulla e che tutti i torti saranno comunque attribuiti a Israele. Lui sa tutto ciò così bene che si sta preparando ad agire unilateralmente l’ONU contro Israele nei prossimi mesi, sicuramente sta preparando al Consiglio di Sicurezza un voto per il riconoscimento di uno Stato palestinese guidato da Mahmoud Abbas con i confini del 1967.

Quindi ci si metta il cuore in pace e, soprattutto, si mettano il cuore in pace i sostenitori di Obama e della sua scellerata politica. Non c’è nulla nell’accordo sul nucleare iraniano che possa in qualche modo giustificare le motivazioni addotte dal Presidente Obama (difesa di Israele, Medio Oriente più sicuro, ecc. ecc.) anzi, è l’esatto contrario. Si è voluto un accordo sul nucleare iraniano solo per ragioni economiche (l’Europa, la Russia e la Cina) e per una ideologia antisionista se non antisemita da parte di Obama. Questa è la triste realtà con la quale dobbiamo fare i conti e con la quale dovrà fare i conti tutto il Medio Oriente, sacrificato sull’altare degli interessi e dell’antisemitismo.

Adrian Niscemi

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