Obama l’antisionista. Quello che nessuno vi dice sul presidente americano

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Di Guy Millère Il sogno di Obama è di trovare un accordo con l’Iran, lui vuole l’accordo con l’Iran, lo desidera con tutte le sue forze.

L’ho già scritto, il sogno di Barack Obama è di trovare un accordo con l’Iran. Lui è pronto a firmare un accordo qualsiasi, alfine di sopprimere ogni forma di sanzione contro l’Iran, anche senza ottenere nulla in cambio dal quel burattino mosso dalle mani di Ali Khamenei, il “moderato” Hassan Rouhani (che è moderato come io sono un anarchico).

Obama sa che l’Iran ha già raggiunto il punto di non ritorno in fatto di arma nucleare. E’ cosciente che l’Iran minaccia Israele in modo molto chiaro. Sa anche che l’Iran minaccia l’Arabia Saudita . Sa che l’Iran finanzia e sostiene la maggior parte delle organizzazioni terroristiche islamiche e che, dopo la caduta di Mohamed Morsi, l’Iran tenta nuovi approcci per Hamas. Sa perfettamente che appoggiare la nuclearizzazione dell’Iran crea una situazione assolutamente deleteria in Medio Oriente e assolutamente insopportabile per Israele. E se lui sa tutto ciò vuol dire che lui questo accordo lo vuole al di sopra di ogni sensata considerazione. Costi quel che costi.

Lo vuole così tanto che ha permesso a John Kerry di criticare apertamente le posizioni del governo israeliano sull’accordo firmato.

Se le cose si fossero limitate a ciò già sarebbe molto preoccupante, ma Barack Obama va oltre: sa anche che i negoziati israelo-palestinesi non arriveranno a nulla e che tutti i torti saranno comunque attribuiti a Israele.

Lui sa tutto ciò così bene che si sta preparando ad agire unilateralmente l’ONU contro Israele nei prossimi mesi, sicuramente sta preparando al Consiglio di Sicurezza un voto per il riconoscimento di uno Stato palestinese guidato da Mahmoud Abbas, con i “confini del 1967 “…

E’ così trasparente nei suoi intenti che ha permesso a John Kerry di criticare apertamente le posizioni del governo israeliano sugli accordi firmati al punto di esprimersi alla televisione israeliana con chiare critiche sulla creazione delle “colonie” effettuata da Israele col sottinteso, evidente per tutti, che parlava anche di tutta la Giudea, la Samaria e la metà di Gerusalemme.

E’ così trasparente che ha spinto John Kerry a evocare un ritorno alla violenza, semmai non si fosse firmato un accordo che fosse piaciuto a Mahmoud Abbas e ai suoi compari. Ha anche lasciato planare l’isolamento internazionale che aleggia su Israele essendo chiaro che gli Stati Uniti, nel contesto di questo isolamento, non avrebbero sostenuto lo Stato Ebraico.

Ho scritto nell’autunno 2008 che Obama era un nemico risoluto di Israele. Ho scritto anche che sarebbe stato il primo presidente anti -americano nella storia degli Stati Uniti. Ho anche scritto che con la sua rielezione Obama avrebbe avuto le mani libere. Ho detto esplicitamente che non ho mai dato alcun credito alla presunta amicizia di Obama verso Israele. Non ritiro nulla di quello che ho scritto. Non mi ero sbagliato. Ma ciò non si può dire alla televisione francese…

Obama non prova la benché minima amicizia verso Israele, nemmeno un milligrammo. E ormai ha le mani libere per agire, e lo fa.

Coloro che così frettolosamente gli hanno assegnato il Premio Nobel per la Pace dovrebbero rendersi conto del caos che ha creato in Medio Oriente, che non è mai stato così vicino ad una guerra totale. Caos provocato per aver sostenuto e agito in favore del peggiore Islam radicale.

Quelli che soffrono di memoria corta dovrebbero ricordare che era un musulmano praticante, che ha intrattenuto stretti legami con persone immonde come Edward Said Rashid Khalidi, Ali Abunimah, Khalid Mansour e che ha avuto per 20 anni come guida spirituale un ex membro della “Nation of Islam”, convertito alla teologia della “liberazione nera”, il perfetto antisemita Jeremiah Wright.

Coloro che dicono che Obama ha amici ebrei dovrebbero sapere che ci sono ebrei intrisi dell’ odio di se, ebrei opportunisti, di sinistra e anti-sionisti. Quasi tutti gli ebrei di cui Obama si circonda appartengono a queste categorie. Certo, ci sono imbecilli felici anche tra gli ebrei, e come tutti gli imbecilli felici un giorno diventano gli imbecilli utili di qualcuno. Possiamo mettere in questa categoria i leader delle organizzazioni ebraiche che hanno sostenuto Obama nel 2008 e nel 2012.

Non so se Obama sia un anti-semita. Ma dopo aver frequentato tanti anti-semiti (che personalmente mi danno la voglia di vomitare), non mi esprimerei certo a suo favore.

So però per certo che è anti-sionista, cioè la maschera usata sistematicamente dagli antisemiti.

Ma Obama ha bisogno di mettersi una maschera? Non penso. Non deve più vincere elezioni, non deve più convincere i suoi elettori.

E poi, ci sono così tanti anti-sionisti nel mondo che quello che fa non può che renderlo ancora più popolare. Ci sono milioni di antisemiti nel mondo, disperatamente in attesa di gesti contro gli odiati sionisti.

E poi, perché dovrebbe privarsene? Un po’ di successo internazionale (dare contro Israele) non nuoce, soprattutto quando si devono superare le difficoltà attuali in politica interna.

Quando ci si trova di fronte a un ostacolo bisogna fare diversione, bisogna cambiar terreno (come ha fatto Hollande andando a guerreggiare in Mali, n.d.r.)… Questo è un consiglio che da Saul Alinsky, l’uomo delle cui idee Obama è impregnato, (così come di quelle di Jeremiah Wright). Alinsky è un ebreo così pieno dell’odio di se che si auto-definisce un “diavolo”, lo scrive letteralmente nel suo libro “Rules for radicals”, sicuramente la Bibbia letta e riletta sul comodino del signor Obama.

Articolo di Guy Millère per Dreuz-info pubblicato da Europe-Israel tradotto da Claudia Piperno

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