Obama, un buffone meno credibile di Khamenei

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Nel giorno in cui il Premier italiano, Matteo Renzi, incontra Barack Hussein Obama alla Casa Bianca emergono alcuni retroscena sul presunto (a questo punto non lo possiamo chiamare diversamente) accordo sul nucleare iraniano che ci mostrano un presidente Obama assolutamente patetico e caduto così in basso con le sue bugie da risultare addirittura meno credibile dell’Ayatollah Khamenei, il che è tutto un dire.

Ha ragione la nota avvocato e blogger Shoula Romano Horing a scrivere che “è un momento triste della storia americana quando il leader supremo di un regime totalitario come l’Iran è molto più credibile del Presidente americano Barack Hussein Obama”. L’analisi dei fatti che fa la Horing è spietata, precisa, dettagliata. Ci racconta che nonostante Obama abbia ripetutamente affermato che l’Iran aveva accettato un “accordo quadro dettagliato e completo” sul suo programma nucleare, in realtà è stato quasi immediatamente smentito sia dal Ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che soprattutto dal Grande Ayatollah, Ali Khamenei. E ha ragione anche quando scrive che “purtroppo la maggior parte dei media mondiali, compresi alcuni americani e israeliani del tutto privi di integrità giornalistica, hanno scelto di accettare la versione di Obama aiutandolo a coprire la sua menzogna” .

La realtà dei fatti è invece ben diversa. Dalla riunione di Losanna del 2 aprile sono usciti due documenti. Il primo, quello americano, nel quale viene descritto dettagliatamente quello che viene definito un “accordo quadro” che secondo Obama e Kerry sarebbe stato accettato anche dagli iraniani. Il secondo, molto più stringato, è quello letto congiuntamente da Federica Mogherini e da Mohammad Javad Zarif nella conferenza stampa congiunta. Ebbene il secondo contraddice quasi totalmente il primo in quanto manca totalmente di qualsiasi dettaglio. Non solo, la risposta iraniana alle trionfalistiche dichiarazione del duo Obama/Kerry è stata pressoché immediata. Dopo poche ora Zarif affermava, prima via Twitter e poi in una conferenza stampa, che l’Amministrazione americana mentiva al popolo e al Congresso e che avevano accettato che l’Iran avrebbe provvisoriamente continuato ad arricchire l’uranio, che la sua ricerca nucleare non sarebbe stata minimamente intaccata e addirittura che i controlli della Agenzia Atomica Internazionale (AIEA) sarebbero stati concordati (e non a sorpresa) e che avrebbero riguardato solo alcuni siti e non tutti.

Quindi si va addirittura oltre il già pessimo accordo annunciato da Obama, che già faceva acqua da tutte le parti, qui si sta parlando di qualcosa di totalmente diverso dove l’Iran non solo non interrompe l’arricchimento dell’uranio ma continua tranquillamente nelle sue ricerche sul nucleare e pianifica i controlli impedendo agli ispettori della AIEA l’ingresso in alcuni siti.

Se la cosa non fosse così seria sarebbe quasi da riderci su. Un Presidente americano che con il suo Segretario di Stato mente sapendo di mentire per avere il suo attimo di gloria in una politica estera costellata di fallimenti è qualcosa di veramente squallido, qualcosa che credo non si sia mai vista nella storia americana. E il fatto è ancora più grave perché non si sta parlando di una sciocchezza, ma di una controversia che vede coinvolto praticamente tutto il Medio Oriente con un rischio esistenziale per Israele, cioè per quello che dovrebbe essere il maggior alleato regionale degli Stati Uniti, almeno così era prima dell’avvento di questo buffone di Presidente.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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[glyphicon type=”link”] Il testo dell’articolo scritto da Shoula Romano Horing

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