Obama: uno stupido masochista alla Casa Bianca

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Non c’è nessuna buona notizia dal Medio Oriente per il Presidente Obama. L’Egitto si sta liberando dei Fratelli Musulmani su cui il Presidente americano aveva puntato tutto, in Siria i ribelli si sparano tra di loro, In Libia vige l’anarchia più totale mentre in Tunisia si è molto vicini a una situazione egiziana. E’ il frutto di una politica estera scellerata portata avanti dall’amministrazione Obama per tanti anni basata sulla presunzione di poter cambiare gli equilibri mediorientali senza sporcarsi le mani e appoggiandosi completamente su quello che lo stesso Obama ha definito l’Islam politico, quello della Fratellanza Musulmana.

Della stessa linea politica fanno parte altri due filoni d’intervento, quello palestinese e quello iraniano. Sul primo la convinzione di Obama è che tutti i mali del Medio Oriente siano legati al conflitto israelo-palestinese e che quindi una volta risolto quello tutto il resto andrà a posto da solo, una convinzione assurda e del tutto semplicistica in un teatro complesso come quello mediorientale dove la questione palestinese è la meno importante. Sul secondo (la questione iraniana) la situazione è invece molto più complessa e rischiosa di quella palestinese. Qui siamo di fronte a una potenza regionale che sta cercando in tutti i modi di dotarsi di armi nucleari approfittando della cecità della comunità internazionale che dopo anni e anni di trattative crede ancora di poter risolvere il tutto in maniera pacifica. E mentre si perde tempo in inutili colloqui l’Iran va avanti con il suo programma di morte e sterminio. Questa cosa è evidente ad ogni essere pensate che non sia condizionato da interessi personali o da ideologie antisemite.

Eppure, nonostante l’evidenza e nonostante il Presidente Obama non sia certamente un antisemita (mi rifiuto di crederlo nonostante in molti lo sostengano) anche oggi giungono notizie di possibili contatti diretti tra gli Stati Uniti e l’Iran sul programma nucleare iraniano (lo fa il Wall Street Journal nella sua edizione cartacea). Altro tempo sprecato e, soprattutto, altro tempo utile agli Ayatollah per raggiungere il loro criminale obbiettivo.

Comincio a pensare anche che l’ostinazione di Kerry nel cercare una soluzione del conflitto israelo-palestinese non sia solo figlia della impellente necessità di Obama di ottenere almeno una vittoria certa in Medio Oriente, ma che sia anche un modo un po’ goffo per distogliere l’attenzione israeliana da quello che è il problema dei problemi, l’Iran.

Quello che mi chiedo è come sia possibile che di fronte a una catena infinita di insuccessi (per non dire peggio) il Presidente Obama continui imperterrito a farsi del male come un masochista qualsiasi. Insiste nel tentare la via impossibile (per la pace) di accondiscendere su tutte le richieste palestinesi ben sapendo che Israele non potrà mai accettarlo. Nel contempo vuole parlare con l’Iran credendo stupidamente che con l’elezione di Hassan Rohani possa cambiare qualcosa in Iran e che così facendo possa fermare i raid israeliani sulle centrali nucleari iraniane.

Non penso che Obama sia in malafede, credo che sia semplicemente uno sciocco di dimensioni planetarie, uno stupido che si affida ai consigli di altri stupidi, un masochista patologico che gode nel farsi del male senza pensare che quello che di brutto accade a lui si ripercuote a livello globale e che i suoi errori in politica estera ricadono su tutto il mondo. Sono quasi certo che se sostituissimo il duo Obama – Kerry con Jim Carrey e Jeff Daniels nessuno se ne accorgerebbe.

Adrian Niscemi

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