Obama vuole mettere le mani sulle elezioni israeliane

Un accurato rapporto a firma Colum Lynch pubblicato ieri su Forein Policy ci racconta che durante un pranzo dove erano presenti il Segretario di Stato americano, John Kerry, e gli ambasciatori dell’Unione Europea, Kerry avrebbe “ammonito” che gli Stati Uniti non permetteranno che alle Nazioni Unite passi alcuna risoluzione sulla Palestina fino al termine delle elezioni israeliane.

Parlando al pranzo annuale con i 28 ambasciatori della Unione Europea, Kerry ha ammonito che qualsiasi azione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rafforzerebbe gli estremisti israeliani che si oppongono al processo di pace. Kerry ha lasciato aperta la possibilità che gli Stati Uniti potrebbero in ultima analisi sostenere una sorta di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che non pregiudichi l’esito dei negoziati politici tra israeliani e palestinesi. Tuttavia Kerry non ha dato alcun dettaglio su ciò che intende con questa “risoluzione di compromesso”.

Mi si lasci dire che la cosa appare assai bizzarra: Kerry si preoccupa dei cosiddetti “estremisti israeliani che si oppongono al processo di pace” ma non cita minimamente né Hamas e neppure l’ala estremista di al-Fatah i quali hanno più volte affermato che l’unica soluzione di pace con Israele è la distruzione dello stesso Israele. Ho l’impressione che Kerry, e quindi Obama, vogliano mettere una sorta di ipoteca sulle prossime elezioni israeliane. Se vincerà la sinistra gli USA continueranno a sostenere Israele, ma se dovesse vincere la destra di Netanyahu o di Bennet gli Stati Uniti potrebbero togliere il loro sostegno a Israele in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ un messaggio davvero sibillino oltre che inquietante perché prefigura una chiara intromissione statunitense nelle vicende interne di Israele.

Un diplomatico europeo, parlando a condizione di rimanere anonimo, ha detto che Kerry ha spiegato che i leader moderati e liberali israeliani, Shimon Peres e Tipzi Livni, avevano espresso la preoccupazione che una mossa del Consiglio di Sicurezza che facesse pressione su Israele alla vigilia delle elezioni non farebbe altro che rafforzare le mani di estremisti israeliani come Benjamin Netanyahu e Naftali Bennett, un nemico implacabile di uno stato palestinese e leader della estrema destra che fa capo al Jewish Home party.

Se veramente Kerry ha detto questo cose, è francamente conoscendo Kerry ne sono convinto, saremmo di fronte a una gravissima intromissione negli affari interni israeliani nonché a una sorta di vero proprio ricatto: se votate a sinistra avrete il nostro sostegno, se votate a destra non lo avrete.

Ora, fatta salva l’assoluta neutralità politica di questa organizzazione, ci sembra francamente che la linea politica di Obama, ben raffigurata da Kerry, punti dritto a un cambio di governo in Israele e questo senza tenere conto della volontà degli elettori israeliani. Se gli elettori israeliani vorranno votare a destra o a sinistra è una decisione che compete solo a loro e a nessun altro. Spingerli a votare a sinistra con la pistola del Consiglio di Sicurezza dell’Onu puntata alla tempia non è accettabile.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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