Occidente ipocrita: nessuno si indigna per chi vieta l’ingresso agli israeliani

Premesso che non condivido la decisione di Trump di mettere al bando i cittadini provenienti da determinati paesi, quello che mi da veramente fastidio è l’ipocrisia che circonda la reazione sdegnata a tale decisione, una reazione che non ho mai visto per esempio nei confronti di quei Paesi che vietano l’ingresso ai cittadini israeliani o ebrei a partire dalla cosiddetta “Palestina”.

Divieto di ingresso per i cittadini israeliani nei territori palestinesi

L’occidente usa due pesi e due misure nella sua indignazione. Si indigna giustamente se viene attaccata una moschea in Canada, ma fa finta di nulla di fronte alla sistematica distruzione delle chiese in Medio Oriente. Si indigna se Trump decide di vietare l’ingresso di cittadini di alcuni Paesi ma non ha mai detto nulla per quei Paesi (e sono tanti) che vietano l’ingresso ai cittadini israeliani e persino a cittadini di altri paesi che hanno sul passaporto un timbro israeliano. Vuole combattere il terrorismo islamico ma non accetta di farlo nei modi più opportuni, cioè combattendolo veramente e non con i fiorellini nei cannoni. Un occidente che non riesce nemmeno a usare la parola “terrorismo islamico”, non riesce cioè a identificare il nemico, quello stesso nemico che chiaramente da questa debolezza ne trae guadagno.

Allora qual’è il peccato di Trump oltre al fatto di non essere politicamente corretto? Trump ha il brutto difetto di parlare chiaro e di identificare il nemico. Può non piacere la persona, possono non piacere le sue idee, ma gli va dato atto che su chi sia il nemico ha le idee molto chiare. Fa bene quindi a fare quello che fa? Onestamente non lo so, sono molto contrastata a riguardo. Il mio lato umanitario mi dice che Trump sbaglia a fare quello che fa, il mio lato razionale mi dice che è la strada giusta per combattere l’estremismo islamico. Perché è questo il punto che ha sollevato la decisione del Presidente americano: individuare il nemico e cominciare a combatterlo partendo dalle cose più elementari, cioè impedirgli di entrare in casa nostra.

Se fossi stata una cittadina americana probabilmente non avrei votato per Donald Trump, anzi, visto che pure la Clinton non mi piaceva affatto non avrei votato per nessuno, ma adesso il Presidente degli Stati Uniti è lui e i suoi primi intenti e le sue prime decisioni sono in linea con il programma che ha convinto tanti americani a votarlo. E’ vero che in occidente i politici si dimenticano facilmente delle promesse elettorali una volta saliti al potere e quindi questo fatto di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale può suonare strano, ma Trump sta facendo esattamente quello che ha promesso e per il quale è stato votato. Ci vuole tanto ad accettarlo?

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