Odiatori e ONG vere: la verità su quello che accade in Palestina

ONG e terrorismo, odiatori e cooperanti in un unico calderone palestinese dove scompaiono ogni anno miliardi di dollari destinati all’aiuto umanitario e allo sviluppo? A spiegarci cosa accade veramente è un cooperante di una ONG vera che opera in West Bank e che ieri sera ci ha scritto autorizzando la pubblicazione della sua lettera in condizione di anonimato. Noi naturalmente pubblichiamo la lettera così come l’abbiamo ricevuta specificando che rimaniamo a sua disposizione per qualsiasi integrazione voglia fare.

Carissima redazione di Rights Reporter, chi scrive lavora ormai da tre anni in Cisgiordania per conto di una Organizzazione Non Governativa (ONG) nella implementazione di programmi di sviluppo dedicati alla popolazione palestinese.

Confesso di essere molto preoccupato nel leggere sul vostro sito web e su altri siti web italiani le notizie in riferimento al barbaro omicidio dei tre ragazzi israeliani e a come questo omicidio venga accostato a presunti cooperanti di presunte ONG. Il mio timore è che tutto il lavoro svolto in questa regione da cooperanti e ONG serie venga reso vano da poche mele marce che poco hanno a che fare con il nostro lavoro.

Vi inviterei a distinguere tra cooperanti di professione e odiatori di professione che si spacciano per cooperanti o per difensori dei Diritti Umani. Non si diventa cooperanti per caso, non si entra a lavorare in una ONG seria senza avere le giuste competenze, non ci si improvvisa esperti in pochi giorni. Un cooperante che opera per una ONG seria ha dei precisi vincoli tra i quali favorire la pacifica convivenza tra palestinesi e israeliani. Tutto il lavoro svolto da ONG come la mia è volto al raggiungimento di questo obbiettivo primario. Al contrario, il lavoro svolto da questi pseudo cooperanti e pseudo difensori dei Diritti Umani è volto a distruggere qualsiasi possibilità di convivenza pacifica tra i due popoli. Non è una distinzione da poco e vorrei sottolinearla con molta forza.

Noi collaboriamo attivamente con le autorità riconosciute dalla comunità internazionale, con l’Autorità Nazionale Palestinese e con il Governo israeliano e lo facciamo in senso bidirezionale concordando con ambo le parti i progetti che andiamo ad implementare cercando di rimanere del tutto neutrali. Al contrario, i cosiddetti cooperanti improvvisati operano completamente al di fuori di qualsiasi contesto legale arrivando a lavorare in senso diametralmente opposto al nostro fomentando odio e divisioni, negando qualsiasi collaborazione con le autorità ufficiali. Sono la vera spina nel fianco della pacificazione e la nostra spina nel fianco perché vanificano completamente il nostro lavoro.

Molto spesso queste persone non hanno alcuna cognizione di sviluppo, arrivano da altri settori dove magari hanno fallito, sono spinti solo dall’odio verso chiunque voglia una pacificazione tra israeliani e palestinesi. E farei un torto ai palestinesi se dicessi che sono spinti unicamente dall’odio verso gli israeliani perché loro odiano anche i palestinesi altrimenti non si spiegherebbe come mai operano con continuità contro la convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi.

Dove operiamo noi potrete vedere palestinesi e israeliani seduti allo stesso caffè, li potrete vedere parlare tra di loro come fanno gli amici, potrete vedere negozi israeliani frequentati da palestinesi e negozi palestinesi frequentati da israeliani. Ditte israeliane che hanno general manager palestinesi e ditte palestinesi che hanno esperti israeliani. Dove operano gli altri (gli odiatori n.d.r.) potrete percepire solo odio, voglia di guerra, di intifada. I bambini non vanno a scuola e gli adulti non lavorano. In alcune zone della Cisgiordania non è permesso entrare nemmeno a noi.

Lo ammetto, sarei bugiardo se dicessi che dove operiamo noi sono tutte rose e fiori. I problemi sono tanti ma sappiamo come affrontarli e ci serve tempo per risolverli. Voi dovete darci quel tempo, non potete equiparare tutto il settore delle ONG a un manipolo di distruttori o parlare di connivenza delle ONG con il terrorismo solo perché ci sono poche mele marce. Non ce lo meritiamo perché facciamo un lavoro onesto e responsabile, un lavoro competente ed equidistante. Quello che serve a Israele e alla Palestina.

Questo innalzamento della tensione favorisce solo gli odiatori e danneggia chi come noi lavora onestamente per una pacifica convivenza tra i due popoli, chi lavora per risolvere i problemi e non per crearne di nuovi anche a danno dei palestinesi.

Vorrei quindi lanciarvi un appello affinché non cadiate nella trappola tesavi da chi lavora contro la pace e affinché ci aiutiate a risolvere i mille problemi che attanagliano questa magnifica terra. Non fate caso a coloro che senza nessuna competenza ed esperienza si atteggia a difensore del popolo palestinese spinti solo dall’odio. Non equiparate tutte le ONG a questa gente nemica della pace e del popolo palestinese. Fate loro solo un favore.

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