Omosessuali perseguitati nei paesi islamici. Ma volano le vendite di film porno gay

omosessuali-paesi-islamiciL’ipocrisia del mondo occidentale sulle persecuzioni degli omosessuali nel mondo musulmano ha raggiunto il picco massimo quando in occasione delle olimpiadi di Sochi un po’ tutto il mondo, con Obama in testa, si è scagliato contro Putin per le sue leggi anti-gay (ne ho già parlato qui). Nulla di sbagliato, è giusto evidenziare quando uno Stato applica leggi discriminatorie contro chicchessia, ma il silenzio globale che c’è su quello che accade agli omosessuali nel mondo islamico cos’è se non un enorme esercizio di ipocrisia?

Anche perché nel mondo musulmano gli omosessuali rischiano la vita e non solo una incarcerazione. Prendiamo per esempio l’Arabia Saudita, capofila del mondo musulmano. In Arabia Saudita un omosessuale rischia veramente grosso. Le pene per chi viene scoperto vanno dalle 2.400 frustate (suddivise in 50 sessioni a distanza di 15 giorni) e cinque anni di carcere, alla decapitazione. La polizia religiosa saudita effettua veri e propri rastrellamenti di omosessuali e non risparmia nemmeno i principi, come successo a Saud Abdulaziz bin Nasser. In questo momento si stima che circa 6.000 omosessuali siano in carcere in Arabia Saudita e che almeno 280 siano stati decapitati negli ultimi due anni. In Afghanistan si va dai 5 ai 15 anni di reclusione fino alla pena di morte. In Algeria, sebbene non esista una vera e propria legge anti-gay, gli omosessuali vengono regolarmente arrestati e in alcuni casi uccisi dagli estremisti islamici. Negli Emirati Arabi Uniti i più fortunati devono affrontare cure forzate a  base di elettroshock per “curare la malattia della omosessualità”. Chi non guarisce rischia una lunga detenzione o la pena di morte. In Iran c’è poco da dire, chi viene scoperto omosessuale viene impiccato. Fanno eccezione le transessuali alle quali viene concesso (e pagato a spese dello stato) il cambio di sesso (ma qui il discorso è lungo e complesso e magari lo affronteremo in altra occasione con più precisione).

In ogni caso in tutto il mondo musulmano chi è omosessuale viene regolarmente perseguitato, incarcerato o ucciso. Nei casi in cui il o la omosessuale viene incarcerato/a deve subire continue violenze sessuali sia dalla polizia che dagli altri detenuti. Molti si tolgono la vita dopo pochi mesi.

Ma in tutto questo c’è un paradosso enorme che dimostra ancora una volta quanta ipocrisia ci sia nell’islam sulla omosessualità: l’aumento vertiginoso nei Paesi islamici del mercato clandestino di film porno che hanno come protagonisti omosessuali e, soprattutto, transessuali. Solo negli ultimi due anni i profitti delle società che producono film porno appositamente per i paesi arabi sono aumentati dell’800%. C’è un mercato clandestino vorticoso di questo materiale pornografico, film appositamente prodotti per i paesi arabi sottotitolati in arabo e pagati a peso d’oro, in alcuni casi addirittura appositamente commissionati con specifici attori gay o transessuali. Su questo stiamo preparando una inchiesta che svelerà tutta l’ipocrisia che c’è dietro a questo mondo dove persino gli stessi giudici che condannano al carcere o addirittura a morte gli omosessuali, acquistano o commissionano film porno che hanno omosessuali e transessuali come protagonisti. Non parliamo poi di quello che fanno i leader arabi quando sono all’estero, gli stessi leader che quando sono in patria non esitano a mandare a morte centinaia di omosessuali.

Diremo tutto su questa assurda ed enorme ipocrisia sulla omosessualità nel mondo musulmano. Naturalmente non ci fermeremo solo a questo, affronteremo anche le discriminazioni a cui sono sottoposti gli omosessuali anche in occidente dove, solo in apparenza, i loro Diritti vengono tutelati. Per questo intendo ricordare a tutti l’iniziava lanciata pochi giorni fa da Rights Reporter  con il progetto “LesGayLize Italy”. Possono aderire a questa campagna anche coloro che non sono omosessuali ma che pensano che i Diritti vadano garantiti a tutti, a prescindere dal genere.

Paola P. (giornalista e blogger transessuale responsabile della pagina Facebook LesGayLize Italy)

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