ONG e terrorismo: un asse difficile da controllare

By , in Middle East on . Tagged width: , , , ,

Ieri per la seconda volta in poco più di un anno è stato scoperto un carico di biglie di ferro destinato ai terroristi di Hamas nascosto tra gli aiuti umanitari destinati alla popolazione. Come nel luglio del 2014 le biglie erano nascoste in una carico di aiuti umanitari alimentari provenienti dalla Turchia.

Le biglie trovate nel luglio 2014 in un carico di alimentari. Sono identiche a quelle trovate ieri
Le biglie trovate nel luglio 2014 in un carico di alimentari. Sono identiche a quelle trovate ieri

Il responsabile della polizia di confine ci dice però che non è inusuale trovare carichi del genere in mezzo agli aiuti alimentari, solo che rispetto a un anno fa i mittenti si sono fatti più prudenti e inviano piccoli carichi in mezzo a grandi quantità di alimentari così che sia più difficile individuarli. Solo negli ultimi due mesi sono stati scoperti 12 piccoli carichi di materiale utile a costruire ordigni esplosivi o materiale d’offesa nascosto tra gli aiuti umanitari, non carichi che fanno notizia ma che messi tutti insieme non possono non preoccupare anche perché è prevedibile che per tanti che ne vengono individuati altrettanti riescono a passare.

Il problema sono le ONG musulmane che nella maggioranza dei casi si prestano a fornire la copertura a questi carichi di morte. Con la scusa degli aiuti umanitari si cerca di introdurre a Gaza anche materiali proibiti, spesso nascosti in carichi alimentari o medici, carichi che prendono molto spazio e quindi sono difficilmente controllabili in profondità. «I nostri controlli avvengono a campione» ci dice un funzionario della polizia di confine che chiede l’anonimato «ma è chiaro che il materiale da controllare è troppo e molte partite di materiale proibito come quello trovato ieri possono passare senza che ce ne accorgiamo». Negli ultimi mesi i controlli sono aumentati ma la quantità di merce è così tanta e variegata che è praticamente impossibile controllarla tutta. «Noi abbiamo una nostra “scaletta” di controlli» ci dice ancora il funzionario «con alcuni carichi che provengono da alcuni paesi che vengono controllati meglio. Ma è impossibile stabilire con esattezza quali controllare e quali no. Un mese fa abbiamo scoperto per puro caso un carico proibito all’interno di materiale didattico proveniente dalla Svezia quindi non sono solo le ONG musulmane a prestarsi a questi traffici illegali».

Il problema è serio perché è impossibile per il Governo israeliano stabilire con esattezza il livello di collaborazione diretto tra ONG e terrorismo palestinese, un livello certamente alto e strutturato ma impossibile da provare con esattezza. Il risultato di queste difficoltà è che non è possibile stabilire le responsabilità dirette delle ONG che quindi possono continuare a inviare “aiuti umanitari” senza essere sanzionate in alcun modo. E non aiutano certo le organizzazioni internazionali che fanno spallucce a questi “carichi” che di umanitario hanno ben poco. Anche i media si rendono complici di questo “asse” tra ONG e terrorismo tacendo in maniera pressoché sistematica su questi ritrovamenti mentre sono sempre pronti a puntare l’indice sulle restrizioni di alcuni materiali, restrizioni che per alcuni materiali sono praticamente cadute come per il cemento da costruzione che però viene usato per la costruzione dei tunnel del terrore.

Non è un lavoro facile quello di controllare i carichi che entrano a Gaza sotto forma di aiuti umanitari. Hamas ha da sempre usato massicciamente la copertura di ONG consenzienti per armarsi e introdurre a Gaza armi ed esplosivi. E’ un circuito vizioso difficile da controllare perché “toccare” una ONG è sempre un compito ardito e questo i terroristi lo sanno. Per questo se ne approfittano a larghe mani.

Scritto da Sarah F.

© 2015, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata