ONG per i Diritti Umani: autoreferenziali e ipocrite

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Mi ha colpito moltissimo l’intervista fatta da Ilya Lozovsky all’attivista per i Diritti Umani tunisina, Amira Yahyaoui, a margine del Oslo Freedom Forum, mi ha colpita perché finalmente qualcuno del mondo patinato delle ONG per i Diritti Umani gliele canta come si deve.

Amira Yahyaoui non può certo essere tacciata di essere di parte, di lei non si può dire che sia una filo-sionista o legata ai cosiddetti “poteri forti”. Amira è solare, schietta, sincera, e quando dice che il mondo patinato delle ONG per i Diritti Umani (quello che organizza convegni in hotel a 5 stelle e nei quali da anni si ripetono sempre le stesse cose) è un mondo autoreferenziale e ipocrita non la si può tacciare di essere “di parte”, né per la sua storia di fuga dal regime di Ben Ali, né per il suo attuale impegno nella difesa dei Diritti Umani.

Non sempre sono stata d’accordo con Amira e le sue idee politiche, ma questa volta il suo intervento è ineccepibile perché per la prima volta rompe il giocattolo scintillante e ipocrita delle “grandi” ONG per i Diritti Umani, per la prima volta sbatte in faccia di quella massa di intellettuali radical chic che credono di poter parlare di Diritti dalla poltrona del salotto, che la vera difesa dei Diritti Umani non è quella di Amnesty International o di Human Right Watch e di tante altre ONG sparse per il mondo, ma è quella che si fa sul territorio a contatto con la gente e con i loro problemi. Non è quella legata ai finanziamenti degli sceicchi arabi erogati ad ampie mani affinché nulla cambi nel mondo arabo.

Ed è proprio dei finanziamenti alle “grandi” ONG per i Diritti Umani che vorrei parlare prendendo spunto dalla “tirata d’orecchie” data da Amira Yahyaoui ai bravi e puliti “difensori dei Diritti Umani”. Come si può parlare di difendere i Diritti o di cercare la democrazia quando si è finanziati da Stati del calibro di Arabia Saudita o Qatar? Come si può pensare di farlo difendendo gruppi terroristici come Hamas? Proprio la Tunisia è l’esempio lampante del cattivo lavoro volto da queste ONG le quali non hanno perso tempo nel dare il loro sostegno alla Fratellanza Musulmana che aveva preso il potere dopo Ben Alì e che voleva trasformare la libera ed aperta Tunisia in una specie di califfato islamico. Beh, è stato il popolo tunisino e non le ONG a raggiungere la democrazia, è stato il popolo tunisino a far cadere la Fratellanza Musulmana e a ripristinare il percorso democratico. E’ stato il popolo e persone come Amira Yahyaoui non le tanto pubblicizzate “grandi” ONG per i Diritti Umani.

Qualcuno dice che la Tunisia è una mosca bianca nel panorama arabo, personalmente non sono d’accordo o, perlomeno, non lo sono del tutto. La Tunisia è una mosca bianca nel panorama arabo perché ha avuto la forza e il coraggio di liberarsi della ipocrisia delle “grandi” ONG che guadagnano milioni sia dai momenti di crisi che dai regimi del Golfo i quali hanno tutto l’interesse affinché la democrazia e la libertà non decollino mai nel mondo arabo e trovano proprio nella ipocrisia di tante “grandi” ONG la sponda giusta per poterlo fare.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Bianca B.

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