ONU al capolinea. O si riforma o si chiude

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ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite, in inglese United Nations, nato nel 1945 dalle ceneri più che sulla scia della Società delle Nazioni, un organismo pachidermico e obsoleto che nel corso degli anni ha preso tutto il peggio della politica e lo ha fatto suo rendendolo un mezzo per ufficializzare e legalizzare i peggiori crimini contro l’umanità.

Questo vuol dire ONU oggi e se cercavamo una conferma (ma non ne avevamo bisogno) ci arriva proprio dal Palazzo di Vetro dove è in corso l’Assemblea delle Nazioni Unite sull’immigrazione dove appare evidente come l’ONU sia incapace di fare qualsiasi cosa che vada oltre la retorica, qualcosa di pratico volto a risolvere le crisi globali e quelle regionali che stanno mettendo in ginocchio oltre la metà del pianeta. La guerra in Siria che ha generato decine di altri focolai di crisi è solo uno dei tanti evidenti fallimenti delle Nazioni Unite, incapaci persino di imporre una tregua umanitaria di poche ore, incapaci di qualsiasi negoziazione tra le parti in conflitto. Ma potremmo citare tante altre crisi dove l’ONU dimostra tutta la sua inutilità, da quelle africane dimenticate da tutti (Somalia, Congo, Darfur, Eritrea ecc. ecc.) a quelle asiatiche passando per quelle in Sud America che si stanno trasformando nella polveriera di domani.

Negli ultimi anni poi l’ONU ha fatto l’esatto contrario di quello per cui era nato, cioè mantenere la pace e la sicurezza internazionale, promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare a una rottura della pace. Ostaggio degli interessi nazionali dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e della potentissima lobby araba arrivata addirittura ai vertici del Consiglio per i Diritti Umani, una vera bestemmia, un oltraggio al Diritto ormai fatto digerire all’opinione pubblica attraverso una omertà degna di una famiglia mafiosa. Che dire poi delle decine e decine di sigle inutili ma costosissime quando non addirittura dannose, come la UNRWA, un clone malriuscito della UNHCR dedicato unicamente a mantenere in piedi un conflitto, quello tra arabi e israeliani e a creare milioni di finti profughi?

Parlare di ONU oggi non vuol dire parlare di un punto di riferimento per il mantenimento della pace e per la tutela del Diritto, dire ONU oggi significa dire business e tutela degli interessi dei peggiori regimi della terra. L’ONU è diventato la calda coperta dei peggiori crimini contro l’umanità dove il malaffare sapientemente miscelato agli interessi nazionali ha trovato terreno fertile per il suo business.

Quando l’attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon, venne nominato al vertice dell’ONU disse che la priorità era la riforma di questo organismo ormai vecchio e fuori dal tempo, ma da quel momento la parola “riforma” non venne più pronunciata e si è continuato a mantenere un organo enorme e costosissimo nella sua totale inutilità. Questo ONU è diventato paradossalmente l’ostacolo più grande alle soluzioni pacifiche delle crisi. O si cambia o si chiude e si crea un organismo veramente super partes in grado di svolgere quel lavoro che l’ONU attuale non riesce a svolgere. Onestamente siamo stanchi di vedere scintillanti kermesse piene del vuoto, piene di vuoti impegni mai mantenuti (i millennium goals ne sono un esempio lampante) come siamo stanchi di vedere che nel nome delle Nazioni Unite e addirittura sotto la loro calda coperta, vengano perpetrati i peggiori crimini contro l’umanità. Davvero non è il caso di continuare così. Ma ci vorrebbe una classe di politici degni d questo nome che non si ammantino solo di false promesse ma che vogliano veramente cambiare in meglio le cose. Allo stato attuale delle cose, un mero miraggio.

Scritto da Adrian Niscemi

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