ONU: da Rouhani a Erdogan il festival delle ipocrisie è servito

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Hassan Rouhani che attacca l’occidente per “aver favorito il terrorismo islamico”, Erdogan che attacca l’Egitto per essersi liberato della Fratellanza Musulmana. E’ davvero il festival della ipocrisia questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite, più degli altri anni che pure avevano visto discorsi ambigui e ipocriti da parte dei leader islamici che appoggiano il terrorismo.

Secondo Rouhani gli sbagli dell’occidente in Medio Oriente hanno favorito l’estremismo islamico, il che detto da un estremista islamico è quantomeno curioso. E’ vero, l’occidente e in particolare Obama di errori ne hanno fatti a bizzeffe negli ultimi anni, ma che debba essere uno che dall’inizio dell’anno ha fatto impiccare centinaia di persone, che ha incarcerato centinaia di oppositori, che appoggia e finanzia Hezbollah, Jihad Islamica e Hamas (per non parlare di gruppi terroristi sciiti che investano Africa e penisola arabica), che è presidente di uno Stato dove vige il più rigoroso sistema islamico con l’applicazione alla lettera della peggiore versione della Sharia, fa veramente sorridere anche se dovrebbe far piangere. Che poi il paradosso dei paradossi è che l’unica potenza regionale ad avvantaggiarsi degli enormi errori di Obama e dell’occidente è stato proprio l’Iran che in mezzo a tutto il caos creato dai madornali errori della Casa Bianca ha potuto quasi arrivare all’obbiettivo della bomba atomica, ha potuto regolare i conti con l’opposizione interna nonostante lo stesso Rouhani sia stato eletto proprio per le promesse di una maggiore libertà e per questo gli è stata addirittura disegnata addosso la figura del “moderato”.

Che dire poi di Erdogan, il neo Presidente della Turchia? Dallo scranno dell’ONU ne ha dette di tutti i colori attaccando con una particolare veemenza il Presidente egiziano, Al-Sisi, reo a suo dire di aver abbattuto la Fratellanza Musulmana e per questo di non essere un “presidente legittimo”. A Erdogan non va proprio giù che l’Egitto combatta i terroristi di Hamas e dell’ISIS invece di schierarsi con loro come fa la Turchia. E anche qui ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse così seria. Da quando è al potere Erdogan ha trasformato la Turchia da un Paese laico per costituzione a un Paese islamico dove piano piano viene introdotta la Sharia a colpi di leggi. Quella che doveva essere il ponte tra l’Europa e l’islam è diventato un trampolino di lancio per la conquista islamica dell’occidente, l’avanguardia del califfato globale.

Nulla di strano, come detto ogni anno in occasione della Assemblea Generale dell’ONU si assiste al peggio del peggio in termini di ipocrisia, ma quest’anno, in un momento in cui il mondo sta andando in fiamme, ci saremmo aspettati dai leader mondiali meno discorsi ipocriti e più sostanza. Invece purtroppo anche quest’anno siamo costretti a riportare la cronaca di una drammatica comica che proprio non ci fa ben sperare per il nostro prossimo futuro.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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